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Livorno

i lavoratori si compattano, cisl e uil perdono le rsu

Nogarin conferma la linea altri due giorni di sciopero

Nogarin conferma la linea altri due giorni di sciopero

LIVORNO. Anche il prefetto Tiziana Costantino ha provato a far pressing sull’amministrazione comunale per trovare una strada alternativa al concordato per Aamps, meno indolore per l’indotto e meno...

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LIVORNO. Anche il prefetto Tiziana Costantino ha provato a far pressing sull’amministrazione comunale per trovare una strada alternativa al concordato per Aamps, meno indolore per l’indotto e meno rischiosa per i lavoratori. Ma dopo cinque ore di riunione al palazzo del governo, ieri pomeriggio, la posizione del sindaco Nogarin non è cambiata di una virgola.

Il prefetto ha spinto a lungo, ma ad un certo punto il muro contro muro è stato evidente. Al tavolo l’amministrazione comunale ha confermato di avere tutte le intenzioni di andare avanti sulla strada tracciata per l’azienda dei rifiuti: quella del tribunale fallimentare.

Sembra tra l’altro sempre più improbabile che venga accettata la richiesta delle opposizioni di una ratifica politica in consiglio comunale (si legga l’intervista al capogruppo Batini nelle pagine seguenti) e dunque non è escluso che si arrivi all’assemblea straordinaria di Aamps di sabato prossimo senza altri passaggi formali.

Ci sarà invece lo sciopero dei dipendenti dell’azienda rifiuti, fissato per mercoledì e giovedì. E, a quanto pare, nonostante la spaccatura delle sigle avvenuta l’altro giorno con i distinguo di Cisl e Uil, sarà un altro sciopero dall’adesione totale.

Proprio le due sigle meno rappresentate in Aamps (Cisl e Uil hanno 25 iscritti in due, su 297 dipendenti, il restante 90% è diviso tra Cgil e Fiadel), hanno visto infatti frantumarsi la propria rappresentanza. Stefano Venturini (Rsu Uil), uno dei più convinti oppositori del concordato, si è dimesso dalla Rsu dell’azienda, dopo la presa di posizione della Uil territoriale. Mentre Dario Stefanini (Rsu Cisl) si è presentato ugualmente al tavolo in prefettura, nonostante la Cisl avesse ritirato lo stato d’agitazione, intervenendo e sottolineando come il suo sindacato avrebbe dovuto interpellare i lavoratori prima di una retromarcia di quel tipo, visto che l’assemblea era stata unanime nell’opporsi al concordato e nel proclamare lo stato d’agitazione.

Il quadro insomma è chiarissimo: nonostante lo smarcamento delle due sigle, il fronte dei lavoratori rimane compatto e unito contro il concordato e contro la scelta del sindaco. E purtroppo sarà un’altra settimana difficile, tra polemiche, scioperi e soprattutto la paura di perdere il lavoro.

(g.cors.)

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