Il Tirreno

Livorno

Il Livorno cambia allenatore ar 15’ der primo tempo

Il Livorno cambia allenatore ar 15’ der primo tempo

Con una mossa ‘ncredibile, Spinelli spiazza tutti e cambia 18 allenatori in 90 minuti. Ecco la lista ‘ompleta

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Incredibile. Probabilmente ir Presidente del Livorno, Aldo Spinelli, ha ‘nventato una regola nova der carcio. L’artra sera, era iniziato da poo ir primo tempo, ar 15’ scarso, ha chiesto di sostituì l’allenatore. Tutti pensavano d’avé capito male e che dicesse “un gioàtore”. Invece no, ha ribadito: “Ho detto l’allenatore”. E così dopo l’uscita di scena di Panucci, e dopo una partita scarsa (scarsa ner senso di “appena”, eh?), è uscito di scena anche Bortolo Mutti, sostituito a match iniziato. Dice: “Ma con chi l’ha sostituito?”. Domanda legittima. Con lo spettatore più vicino alla panchina in quer momento, di velli che stanno sempre appiccati ar vetro dello stadio, paiano muggini nell’acquario di ‘asa, quelli che ni sembra di sapé sempre tutto di carcio. Poi siccome ‘un ni garbava nemmen quello cià messo, nell’ordine: uno Stewart, la bimba de’ gelati, un vigile urbano, ir guardalinee, una mamma cor passeggino e due capi urtrà (che davano le indicazioni alla squadra a torso nudo, sartando e cantando fra i fumogeni). E ‘un s’era nemmeno alla fine der primo tempo. ‘nfatti è ripartito a razzo a cambià l’allenatori ner seondo tempo e cià messo: ir cronista di Sky, un pompiere, tre di velli che tagliano l’erba, l’allenatore di vell’artri, uno dell’SVS, l’arbitro, e un bimbo de’ pucini, di velli con la maglia che n’arriva ai carcagni, che entrano in campo a inizio partita per ir “Fair Play”. La Lega non s’è pronunciata se la mossa è corretta o no, e nemmeno Salvini, che quando si parla di Lega – non ha ancora capito la differenza – vuole sempre dì la sua, specie se c’è i gioàtori stranieri. Resta che qui s’è battuto l’ennesimo primato.

Claudio Marmugi

E ci mancava la psicosi...

Momenti di grande tenzione l’artra mattina in Piazza ‘Avallotti per un gabbiano che volando basso emetteva de’ verzi strani mentre scaazzàva sulle teste delle gente sibilando a bassa quota. Un penzionato, spaventatissimo, ha perzo la dentiera ner mentre ha ‘nviato a urla’ a tutta gargana “Eccoliii! Ecco l’isisse! Chiamate Sarvini!!!”. Allora s’è creato un capannello di gente che ha inviato a discute’ sull’accaduto. Uno diceva che la merda der gabbiano era all’antrace e che si sentiva prude’ da tutte le parte; un antro sosteneva che ‘r gabbiano fosse un drone russo alla ricerca d’un turco che voleva vende’ l’agli ar prutonio alle badanti russe, finché una popò di botta ha fatto scappa’ tutti. Pani’o! I ragazzi di ‘olore lì presenti t’hanno ‘nviato a scappa’ travorgendo ‘penzionati ‘me birilli, mentre un cane, strappato ‘r guinzaglio, t’è entrato da un norcino addentando sarcicce e mallegati. Du’ vigiline in servizio, ar grido di “bada bada!”, hanno ‘nviato a corre’ come listrici. Poi tutto risorto: la botta era vella d’un petardo che quarche studente, in vena di scherzi, aveva infilato nel tubo di scari’o der povero gabbiano che intanto era stato soccorzo e medi’ato dalla ‘sistenza pell’animali. Ma che paura!

Consalvo Noberini

È durà avecci da ridì su tutto!

Io mi chiedo spesso chi siano i commentatori anonimi onlain che hanno un'opinione su tutto. Per carità, anch'io mi dio "pio", però su alcuni argomenti capita di non avere nulla da dire, credo che sia umano. Ad esempio, non ho opinioni sull'apertura o meno di ver supermercato, posso magari ricordarmi di aver visto una pregevole mostra di Andy Warhol un paio d'anni fa a Porcari (no New York, Porcari) e faccio caso che qui invece 'un si parla d'altro, ma per carità, padronissimi. E su molte altre cose me ne frega proprio poo, ma non mi pare di essere un'ignava, è solo che non so che dire, un po' come all'interrogazione di chimica. Invece, in qua e in là, vedo che ci sono dei commentatori costanti: che si parli di Aamps, di rotatorie, di migranti, di Renzi, di Jihad, della deriva delle galassie, di Egizi, di puericultura, questi vì cianno sempre da dì qualcosa, argomentandola (oddio, di solito l'argomentazione è 'E' colpa del Pd/di Nogarin/dei buonisti'). Va bene, dio io, è un hobby innocuo ed è pur sempre meglio di drogassi (talvolta), però quando me li immagino che a notte fonda a postà un commento sulla viabilità di Salviano, un poinino il cuore mi si stringe.

Paola Pasqui

Ir crocifisso ar collo, ir Presepe e lo Stato laico

Quello der crocifisso nelle scuole, de’ presepi, de’ canti di Natale è un argomento spinoso – da corona di spine, proprio. Noi viviamo in uno Stato laico, però ospitiamo ir Vaticano, e la religione, in Italia, specie in chiave bacchettona e bigotta, è sempre stata un tutt’uno con la politica (dai, non siamo mai stati “santarellini” come si vorrebbe far credere agli smemorati). Non a caso, ir partito che ha governato per 50 anni, qui, non è stato quello ‘omunista (come tutti dìano), ma la Democrazia Cristiana, che (salvo rare eccezioni) era di centro-destra e di democratico ciaveva poo o nulla (come la Chiesa stessa). Ora dice che vogliano levà ir Natale dalle scuole per non offende’ i mussurmani. Ecco: vesta è una strumentalizzazione bella e bona, perché si da’ per scontato che a tutti l’italiani nati vì, anche velli più palliducci ed emaciati, ni garbi ir cattolicesimo e ir Papa e ‘nvece magari sono buddisti (a Livorno ce n’è un fottio) o credano ner ritorno di Elliot ir Drago ‘nvisibile. Dall’altra parte, mi da’ noia la violenza del “te non lo puoi fare”: ci dev’esse’ libertà. Se voglio “Tu scendi dalle stelle” come suoneria der cellulare mentre mangio ir kebabbé ce la devo avé. Il livornese, poi, è ir più confuso. Da sempre, ne’ sèoli de’ seòli, “comunista rosso mangiapreti”, ma cor crocifisso ar collo e guai a toccanni la Madonnina di Montinero. Sicché se al livornese ni dici che non pòle esporre ir crocifisso è come strappanni i peli dar petto villoso. Non si pòle fa’. Allora vuoi la guerra. Santa – anche se ‘n Stato laico.

Gino ir Perplesso

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di Redazione web