Gioco
«Hanno detto parole gravi ma non ci faranno la guerra»
Il capogruppo M5S Batini parla dopo la sospensione dei tre consiglieri dissidenti «Numeri a rischio? Loro non sono Valiani». E sulla presidenza riapre alle opposizioni
LIVORNO. I consiglieri che hanno votato contro il concordato preventivo per Aamps sono stati sospesi dal Movimento: Giuseppe Grillotti, Alessandro Mazzacca e Sandra Pecoretti tra dieci giorni potrebbero essere definitivamente espulsi dall’universo stellato. Ma nella maggioranza di governo si aprirebbe un bel guaio. Da essere schiacciante, si ritroverebbe in vantaggio di un solo voto: 17 consiglieri comunali a 16, considerando anche il sindaco.
Alessio Batini, capogruppo M5S: Grillotti, Pecoretti e Mazzacca saranno espulsi?
«Le parole dello staff di Grillo lasciano presupporre un’espulsione fra dieci giorni, poi dipende anche da loro. Certo mi sembra difficile che uno come Giuseppe torni sui suoi passi: quando un consigliere dice al sindaco che la giunta è “da cancellare” è difficile tornare indietro. Detto questo, sono sicurissimo che in futuro, quando ci sarà da votare i nostri punti programmatici, voteranno a favore».
Si aspetta un appoggio esterno, quindi.
«Sono sicuro che non faranno la guerra a prescindere al M5S. Pur avendo fatto e detto qualcosa che per me è grave, non li considero alla stregua di Marco Valiani, che ormai è contro il M5S a prescindere. So che voteranno le cose buone che faremo».
Per lei è giusta questa sospensione/espulsione?
«Ogni gruppo politico vive di regole. Se nel Pd o in Fi qualche consigliere avesse fatto le loro esternazioni, non credo che la decisione sarebbe stata tanto diversa».
Ma non è un suicidio politico? Non rischiate di non avere i numeri per governare?
«È un rischio, ma la coerenza di un gruppo politico va oltre i rischi che si possono trovare lungo la strada. Come si faceva a non dare segnali a dei consiglieri che prendevano posizioni diverse dal gruppo? Il rischio, comunque, ci sarebbe se Mazzacca, Grillotti e Pecoretti fossero persi nell’odio per il M5S e così non è: hanno punti di vista diversi su aspetti che per noi erano fondamentali».
Magari tenderete la mano ad altre forze, anche il vescovo parla di alleanze...
«Alleanze no. Più che di alleanze si tratta di ragionevolezza: se facciamo cose positive, non vedo perché Cannito (Cd), Buongiorno o Amato (Fi) non dovrebbero appoggiarle. Questo non vuol dire fare alleanze o spartirsi poltrone».
Intanto c’è da decidere il presidente del consiglio, dopo che Cepparello (Bl) si è dimessa: offrirete di nuovo la carica alle opposizioni?
«Io farei la stessa scelta, per garantire imparzialità».
Lo chiederete a Cannito?
«Questa è una cosa da valutare, lo faremo tutti insieme. Ora pensiamo a risolvere il problema dell’Aamps».
Per Aamps andrete avanti con il concordato, è deciso.
«Stiamo parlando con tutti, sindacati e creditori. Se qualcuno ha una soluzione alternativa, realizzabile, perché no: il punto è che per noi non ci sono altre soluzioni. Oggettivamente non credo ce ne siano al di là del concordato».
Perché non volete tornare in consiglio comunale?
«Se dobbiamo spiegare alla cittadinanza cosa accadrà col concordato, il consiglio non è indicato: facciamo una commissione, dove si azzera il dibattito politico e si parla di questioni tecniche. Andare in consiglio sarebbe una perdita di tempo, scatenerebbe una diatriba politica, qualcuno si farebbe bello sui giornali e andrebbe a finire come lunedì».
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