Il Tirreno

Livorno

Anche Cooplat dice di no alla scelta del concordato

di Giulio Corsi
Anche Cooplat dice di no alla scelta del concordato

Il principale creditore dell’azienda di via dell’Artigianato deve avere 3,7 milioni Legacoop: sì a una ristrutturazione del debito, ma nessuno ci ha chiamato

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LIVORNO. Dopo Cna e Confindustria, il no al concordato arriva anche dalla Lega delle Cooperative, le cui aziende vantano circa 5 milioni di crediti complessivi nei confronti di Aamps.

E’ un altro no pesante, dunque, tra cui spicca quello del più grosso creditore dell’azienda di via dell’Artigianato: Cooplat.

Fino alla scorsa estate la società fiorentina ha avuto l’affidamento del servizio di spazzamento delle strade (poi passato ad Avr Manuntencoop) e deve ancora riscuotere circa 3,7 milioni di euro, praticamente un’annaulità. Se andrà in porto il concordato, quei 3,7 milioni potrebbero trasformarsi in uno sbruffo di circa 600mila euro e la beffa sarebbe servita, come se per dieci mesi Cooplat avesse lavorato gratis.

Cooplat e altre sei cooperative che prestano servizi per Aamps fanno sapere il loro no al Comune e all’azienda attraverso il Tirreno, visto che da lunedì notte – dopo l’infuocato consiglio comunale, che aveva deciso di «attivare il dialogo con l’indotto e ascoltare le parti in causa» – mai sono state interpellate né contattate.

«Hanno la buona abitudine di non chiamarci», dice, con un amaro sarcasmo Ivano Martelloni, presidente della Lega Coop Livorno: «Aspettavamo una telefonata, un incontro e invece niente, non so chi hanno contattato, sicuramente non noi».

L’idea delle coop coinvolte tuttavia è chiara: «Il concordato sarebbe una tragedia e non è una strada percorribile», dice Martelloni: «Tutti i crediti che vantano le coop, sono soldi a fronte dei quali abbiamo pagato per mesi gli stipendi. I costi che sosteniamo sono quasi esclusivamente costi da lavoro e questo vorrebbe dire esporre le nostre cooperative a una situazione finanziaria insostenibile».

Come Cna e Confindustria, anche la Lega Coop apre una porta accanto al muro al concordato: «Siamo più che disponibili a qualunque soluzione per ristrutturazione del debito, per trovare strade alternative come detto dalle altre associazioni di categoria, – continua Martelloni – per noi i crediti sono solo stipendi pagati e l’effetto sarebbe devastante. Per le coop più piccole significherebbe chiusura certa, per le altre grossi problemi di sopravvivenza. Molti di noi si sono indebitati per pagare gli stipendi e ora ci viene detto che non avremo ciò che ci spetta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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