Toscana
Anche Cooplat dice di no alla scelta del concordato
Il principale creditore dell’azienda di via dell’Artigianato deve avere 3,7 milioni Legacoop: sì a una ristrutturazione del debito, ma nessuno ci ha chiamato
LIVORNO. Dopo Cna e Confindustria, il no al concordato arriva anche dalla Lega delle Cooperative, le cui aziende vantano circa 5 milioni di crediti complessivi nei confronti di Aamps.
E’ un altro no pesante, dunque, tra cui spicca quello del più grosso creditore dell’azienda di via dell’Artigianato: Cooplat.
Fino alla scorsa estate la società fiorentina ha avuto l’affidamento del servizio di spazzamento delle strade (poi passato ad Avr Manuntencoop) e deve ancora riscuotere circa 3,7 milioni di euro, praticamente un’annaulità. Se andrà in porto il concordato, quei 3,7 milioni potrebbero trasformarsi in uno sbruffo di circa 600mila euro e la beffa sarebbe servita, come se per dieci mesi Cooplat avesse lavorato gratis.
Cooplat e altre sei cooperative che prestano servizi per Aamps fanno sapere il loro no al Comune e all’azienda attraverso il Tirreno, visto che da lunedì notte – dopo l’infuocato consiglio comunale, che aveva deciso di «attivare il dialogo con l’indotto e ascoltare le parti in causa» – mai sono state interpellate né contattate.
«Hanno la buona abitudine di non chiamarci», dice, con un amaro sarcasmo Ivano Martelloni, presidente della Lega Coop Livorno: «Aspettavamo una telefonata, un incontro e invece niente, non so chi hanno contattato, sicuramente non noi».
L’idea delle coop coinvolte tuttavia è chiara: «Il concordato sarebbe una tragedia e non è una strada percorribile», dice Martelloni: «Tutti i crediti che vantano le coop, sono soldi a fronte dei quali abbiamo pagato per mesi gli stipendi. I costi che sosteniamo sono quasi esclusivamente costi da lavoro e questo vorrebbe dire esporre le nostre cooperative a una situazione finanziaria insostenibile».
Come Cna e Confindustria, anche la Lega Coop apre una porta accanto al muro al concordato: «Siamo più che disponibili a qualunque soluzione per ristrutturazione del debito, per trovare strade alternative come detto dalle altre associazioni di categoria, – continua Martelloni – per noi i crediti sono solo stipendi pagati e l’effetto sarebbe devastante. Per le coop più piccole significherebbe chiusura certa, per le altre grossi problemi di sopravvivenza. Molti di noi si sono indebitati per pagare gli stipendi e ora ci viene detto che non avremo ciò che ci spetta».
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