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«Esselunga, un pericolo», l’altolà dei negozianti
Confesercenti e Confcommercio temono lo sbarco del colosso in città «L’area è satura, servono invece azioni a tutela dei piccoli negozi del territorio»
LIVORNO. «Sono necessarie azioni di tutela verso i negozi del territorio, l'area è già satura». Un'unica voce, quella delle associazioni del commercio livornese e soprattutto una preoccupazione tra tutte: l'arrivo di Esselunga a Livorno – affermano – metterà ancora più a rischio la sopravvivenza non solo delle attività di vicinato, ma anche della grande distribuzione già presente in città.
La notizia dell'avvio formale da parte del Comune dell'operazione che sancisce lo sbarco della "S" rossa, bandiera-simbolo del gruppo milanese, non viene presa bene. La giunta pentastellata delibera, dopo anni di "buio", il via all’iter del piano di recupero dell'intera area, con tanto di varianti urbanistiche necessarie.
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Dal canto suo, Confesercenti e il suo direttore Alessandro Ciapini invitano Palazzo Civico a confrontarsi con la sentenza della Corte Costituzionale pubblicata il 19 novembre che ha dichiarato non ammissibili le questioni di legittimità sollevate sugli articoli relativi a copianificazione e commercio della legge regionale della Toscana.
«In soldoni - dice Gianluca Naldoni, Confesercenti Toscana - la Corte afferma che occorre un'azione di tutela del commercio e delle attività presenti nei centri storici, contrastando le ipotesi di liberalizzazione selvaggia, anche nel caso di grande distribuzione». E di grande distribuzione di parla: il progetto di Esselunga prevede nella struttura dell'ex Fiat di viale Petrarca di quattromila metri quadri di superficie di vendita, con settecento posti auto, un parco di 5mila metri quadri per i livornesi e una previsione di 200 assunzioni (lo annunciò il sindaco Nogarin lo scorso anno, rispetto al progetto).
«Siamo fortemente preoccupati - continua - l'area di Livorno è satura di centri commerciali: bisogna tener conto, quando si parla di nuove assunzioni all'Esselunga, di tutti i posti di lavoro che si perderanno con l'apertura di una nuova grande distribuzione». Mantenere un equilibrio - oggi già precario in città - tra piccola, media e grande distribuzione appare all'associazione di categoria, un ingrediente fondamentale e inalterabile, per il bene della comunità.
L'analisi di Confcommercio parte più da lontano. Ovvero dalla proliferazione in città di punti vendita Coop: «Il commercio a Livorno sta vivendo una fase difficile e il delicatissimo equilibrio tra piccola, media e grande distribuzione ne è un elemento essenziale - premette il direttore Franco Marinoni -. E' certamente vero che la Coop ha avuto in questi anni agevolazioni e veri e propri favoritismi inaccettabili, e questo ha di fatto comportato l'altrettanto inaccettabile discriminazione delle altre strutture della grande distribuzione, in primis Esselunga».
Dopo la considerazione di ampio respiro, si guarda al territorio: «Ciò non toglie che il recupero delle condizioni di equità nel rapporto tra queste debba aggravare ulteriormente la situazione già precaria degli esercizi del territorio. Sono pertanto indispensabili azioni di tutela e salvaguardia della rete commerciale tradizionale, che rappresenta la spina dorsale della nostra economia».
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