Il Tirreno

Livorno

Aamps, il fronte dei sindacati si spacca

Aamps, il fronte dei sindacati si spacca

Cgil e Fiadel oggi siedono al tavolo del prefetto mentre Cisl e Uil ritirano lo stato di agitazione e incontrano il Comune

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LIVORNO. Ieri mattina, nel corso di un’accesa conferenza dei capigruppo delle diverse forze politiche, il sindaco Nogarin e gli assessori (c’erano sia Stella Sorgente che Gianni Lemmetti) sono stati chiarissimi: Aamps va verso il concordato preventivo in continuità perché la ricapitalizzazione dell’azienda comporterebbe troppi tagli al bilancio comunale. La giunta non ha intenzione di far rivotare il consiglio comunale su questo, anche per ragioni di ordine pubblico.

Sindaco e assessori hanno ripetuto ai capigruppo che lo slittamento del consiglio è servito a ad aprire il confronto con le parti in vista, appunto, del concordato. Ma mentre sul piano politico il clima resta teso, a spaccarsi in modo plateale è il fronte sindacale: Cgil e Fiadel oggi siederanno al tavolo con il prefetto, mentre Cisl e Uil ieri sera hanno deciso di ritirare, almeno per ora, lo stato di agitazione.

«Nel pomeriggio – ha fatto sapere ieri Giovanni Golino (Fp Cgil) – abbiamo incontrato i vertici di Aamps in vista del tavolo di domani (oggi, ndr) in prefettura: Cgil e Fiadel hanno confermato la disponibilità a mettere sul tavolo un sacrificio dei lavoratori, con la revisione della contrattazione di secondo livello. Ma manca una cosa: il consiglio comunale ha deliberato un rinvio dell’assemblea straordinaria di Aamps (ora convocata per il 12) con l’assoluta garanzia che il sindaco avrebbe incontrato i creditori e le parti sociali: è già passata una settimana e ancora non è arrivato niente. Ricordiamo che Cgil e Fiadel rappresentano oltre l’80% dei lavoratori, è importante che questa convocazione arrivi, anche domenica se vuole. Si sieda al tavolo con noi e si confronti, anche perché c’è un’alternativa al concordato, che presenta troppi rischi per la tenuta del Comune, dei sevizi e di 500 famiglie, oltre a costare un milione e mezzo di euro in consulenze». La terza via proposta dalla Cgil è questa: «Il Comune trasferisca all’azienda i fondi che ha già deliberato per il 2015 (3.2 milioni). Questo consentirà di avere il tempo per affrontare la successiva ricapitalizzazione e la ristrutturazione del debito, che non prevede la possibilità del fallimento: i fornitori hanno già dato disponibilità in tal senso. Se Aamps prenderà poi 3 milioni di mutuo, ne resteranno da trovare 3 entro giugno». «Se in prefettura ritirano il concordato – conclude – noi ritiriamo lo sciopero del 9 e 10 dicembre».

Ma Cisl e Uil si smarcano e imboccano un’altra strada. «Cisl e Uil, insieme a Fit Cisl e Uiltrasporti – si legge nella nota diffusa ieri dai due sindacati – hanno finalmente avuto la possibilità di incontrare la proprietà di Aamps per un concreto confronto». Confronto da cui «è derivata una disponibilità dell'ente all'apertura di un tavolo in cui affrontare le vere problematiche di Aamps ed una concreta riorganizzazione della stessa che consenta di non riprodurre le storiche criticità funzionali e finanziarie».

«Le scriventi –viene precisato – hanno però chiesto che la proprietà si presenti con un vero piano industriale, accompagnato da un altrettanto credibile e non traumatico piano finanziario». Così Fit Cisl e Uiltrasporti «ritengono superati i motivi della proclamazione dello stato di agitazione», che ritirano «con effetto immediato, ma con riserva di valutare la validità e gli obiettivi del prossimo confronto». Oggi non saranno in prefettura. «Abbiamo chiesto al Comune – concludono – di procedere a inviti di carattere unitario, ricevendone il consenso e fissando la data del primo incontro per lunedì 7 alle 15».

Juna Goti

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