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«A scuola si mangia male», raccolta firme contro la mensa
Livorno, raccolta di adesioni in corso alle Benci: cibi spesso scadenti, tanti bimbi digiunano La preside: servizio di qualità seguito da dietisti, semmai il problema è il costo
LIVORNO. «Sappiamo che i nostri bambini non sono né al ristorante, né a casa…ma i cibi serviti a scuola sono troppo spesso scadenti». Il commento arriva da una delle mamme che ha messo il suo nome e il suo cognome nella petizione organizzata al circolo Benci contro la qualità della ristorazione scolastica comunale. La raccolta firme è in corso alle scuole elementari. Sono malumori che periodicamente si ripetono: anche ue anni fa fu organizzata un’iniziativa del genere, partita sempre dallo stesso istituto.
«I nostri bambini mangiano quasi sempre in bianco, spesso quello che portano non basta per tutti», si sfogano i genitori. Sotto accusa quantità e qualità dei cibi trasportati dal servizio mensa. Un servizio, quello della mensa e della ristorazione scolastica che al Comune costa 6 milioni di euro all’anno, a cui si aggiungono altri 2 milioni di euro per i cosiddetti servizi ausiliari e che serve 6618 bambini in totale (la gara di appalto per il triennio 2015-2018 è stata vinta dalle società Cir Food, Elior e Cooplat). I genitori non mancano di fare esempi. «Capita che sul menù c’è scritto raviolo, ma invece ai bambini arriva altro, oppure il venerdì, giorno del pesce, arrivano i bastoncini che dentro sono crudi», elencano. Le mamme non ci stanno. E provano a far sentire la propria voce «nell’interesse dei nostri figli che troppe volte tornano a casa digiuni. Nella nostra petizione hanno partecipato anche diverse maestre». La petizione sarà portata in Comune. «Non dimentichiamoci che si tratta di un servizio oneroso per le famiglie», aggiungono.
Anche la dirigente scolastica del circolo, Gianna Valente, è a conoscenza di questa iniziativa da parte di alcuni genitori. «Mi chiedo perché nella riunione fatta qualche giorno fa con le famiglie proprio su questo argomento, abbiano partecipato in pochi e non sia venuta fuori alcuna lamentela», premette. E poi va nello specifico: «Dico che la mensa scolastica non è un ristorante e l’equilibrio su cui si regge oscilla tra un’intenzione educativa e l’esigenza di far mangiare gli studenti - e continua - - Comunque a scuola i bimbi devono essere educati a mangiare tutto: ci tengo a sottolineare che difendo il servizio di ristorazione scolastica perché è seguito da dietisti e specialisti e vengono seguite procedure di sicurezza nell’interesse dei bambini». Valente è al timone, da anni, di un istituto che accoglie un esercito di bambini (è il circolo più grande della città): sono 831 alla scuola primaria e 343 a quella dell'infanzia, per un totale di 1174 studenti.
«Un appunto lo faccio al servizio, è molto costoso e non tutti se lo possono permettere: alcune famiglie hanno dovuto togliere i propri figli dal tempo pieno proprio per questo», chiude la preside.
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