Gioco
Porto, i riparatori navali a Gallanti: sistemiamo noi il bacino
Ecco la proposta per risollevare la nave Urania e rimettere in sesto la struttura galleggiante
LIVORNO. «Siamo pronti a risollevare la nave Urania e riparare il bacino galleggiante, effettuando tutta l'operazione in autofinanziamento». E' la proposta che è arrivata al commissario dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti dal gruppo di riparatori facenti capo all'Ati capitanata da Jobson Group di La Spezia.
L'obiettivo è rimettere in moto il percorso del bando di gara che si è interrotto nei mesi scorsi dopo il gravissimo incidente all'interno del bacino Mediteranneo, costato la vita ad un operaio.
Massimo Netti ed Alessandro Navalesi, referenti in città per l'associazione di imprese che ha presentato una delle manifestazioni d'interesse per rilevare il comparto dei bacini, sono andati a parlare col numero di palazzo Rosciano e hanno messo sul tavolo la loro proposta.
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«Una volta risollevata la nave saremmo in grado di rendere operativa la struttura in tre mesi - hanno spiegato -. A quel punto faremo il collaudo con una nave passeggeri da 18mila tonnellate della classe delle MegaExpress, che il nostro gruppo ripara nei bacini di La Spezia».
A quanto pare la proposta non sarebbe dispiaciuta al commissario, anche perché l'impasse dovuta al gravissimo incidente alla nave Urania, sta ritardando di molto la gara e l'affidamento del comparto bacini.
«Gallanti si è dichiarato pronto a organizzare un tavolo di concertazione tra noi e Azimut Benetti», spiegano Netti e Navalesi.
C'è un ostacolo tuttavia: è il sequestro del bacino. Anche se la procura, a quanto risulta, sarebbe pronta a dissequestrarlo davanti ad un piano di recupero della struttura.
Un altro degli interrogativi è chi dovrebbe pagare la riparazione e il sollevamento di Urania.
«Jobson è pronta ad anticipare il lavoro senza percepire un euro - spiegano i due rappresentanti dell'Ati -. Poi quando saranno chiarite le responsabilità e le parti chiamate a risarcire il danno, arriverà il momento di essere pagati».
La partita è delicata, anche perché siamo nel bel mezzo dell'iter del bando: all'inizio di aprile è stato pubblicato sulla Gazzetta Comunitaria il testo con cui si è aperta la gara per «l'assentimento in concessione demaniale marittima del compendio dei Bacini di Carenaggio del Porto di Livorno», dice l'avviso di Palazzo Rosciano. In ballo - vi si legge - «gli specchi acquei e le aree a terra del porto di Livorno, ricompresi tra la banchina 76 e la banchina 78, comprendendo anche le due gru da allestimento navale, attualmente fuori servizio, insistenti sulle aree predette».
A fine giugno è scaduto il tempo per farsi avanti. Poi l'Authority ha verificato i requisiti in vista dell'invito alle società selezionate perché presentassero ciascuna la propria offerta economica. Ma è proprio a questo punto che si è verificato l'incidente costato la vita al giovane operaio. A ciò si aggiunga che è stato chiamato all'Authority di Ancona a fare il segretario generale Matteo Paroli, cioè il dirigente che per l'istituzione portuale livornese aveva fino a quel momento seguito il dossier (e che continua a farlo per quanto possibile, in virtù di un accordo fra l'Authority marchigiana e quella labronica).
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