Il Tirreno

Livorno

Ecco lo scafo del primo giga-yacht

di Francesco Loi
Ecco lo scafo del primo giga-yacht

Il troncone è arrivato al cantiere Benetti attraverso i Navicelli: si trasformerà in una nave di lusso da 110 metri

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LIVORNO. Il gigantesco scafo del primo giga yacht che sarà varato dal cantiere Azimut Benetti è arrivato due sere fa a Livorno dal canale dei Navicelli.

E’ il blocco principale delle due “navi” extralusso lunghe 110 metri per le quali è stato costruito il maxi-capannone a largo Bellavista. Attualmente gli scafi sono in produzione alla Mec-Carpensalda, nel capannone che si trova nella darsena pisana. Gli scafi, commissionati da Azimut Benetti, sono realizzati in acciaio con un peso complessivo di 1.000 tonnellate il primo e di 1.500 tonnellate il secondo. Entrambi sono costruiti sotto la sorveglianza del Lloyd’s Register e vi stanno lavorando 250 operai, diretti e indiretti, tra i Navicelli di Pisa e il sito produttivo di Livorno.

«La realizzazione di queste commesse - spiega Bruno Lotti, titolare della Carpensalda - stanno impegnando tutto il personale dallo scorso mese di marzo e sono per noi un motivo di orgoglio, in quanto stiamo realizzando due tra gli yacht più importanti mai realizzati in Italia, contribuendo quindi alla realizzazione di un prodotto che rappresenta l’eccellenza italiana del mondo».

Proprio per la grandezza di questi scafi è stato deciso di realizzarli divisi in tre tronconi, che saranno trasportati via mare alla sede “Benetti” di Livorno. La prima delle parti che costituiranno lo scafo completo, con l’ausilio dei mezzi della ditta “Piccini trasporti industriali”, è stata caricata (300 tonnellate) sopra una chiatta speciale noleggiata dalla Carpensalda presso la ditta “Gas and Heat Spa” e trasportata grazie ai rimorchiatori del gruppo Neri.

«Arrivati in cantiere - spiega Lotti - abbiamo scaricato e posizionato il troncone all’interno dei nuovi capannoni realizzati da Benetti che permettono la costruzione di queste grandi opere».

Ma quanto costa un’imbarcazione del genere? Per fare un esempio, il Pelorus - uno degli yacht di proprietà del magnate russo Roman Abramovich - che misura 103 metri di lunghezza, è stato pagato 130 milioni di dollari. Restano come sempre top secret i possibili acquirenti.

«Non posso che esprimere tutta la mia soddisfazione per questa importante realizzazione, che vede nei fatti la collaborazione tra le città di Pisa e Livorno», dice Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa, la società di gestione della darsena e del canale.

«Vorrei sottolineare - riprende Lotti - i grandi investimenti che sta continuando a fare Benetti nella nostra città per continuare ad essere leader mondiale nel mercato degli yacht».

I prossimi passi? «Una volta che saranno portati tutti e tre i tronconi e li avremo uniti inizieranno i lavori di allestimento degli interni sempre dentro i nuovi capannoni. Grazie al nostro sito produttivo di Pisa siamo riusciti a soddisfare la richiesta da parte del nostro principale committente Azimut Benetti nella realizzazione di questi giga yachts offrendo al cliente un prodotto completo: oltre alla costruzione erano infatti a nostro carico anche le attività che riguardano l’approvvigionamento di tutti i materiali necessari, l’elaborazione della documentazione tecnica, i trasferimenti a Livorno e il posizionamento all’interno dei capannoni». (f.loi)

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