Gioco
Il primo no al concordato arriva da 15 fornitori
Incontro in Cna di un gruppo di aziende che hanno 5 milioni di crediti con la partecipata poi la comunicazione all’assessore Lemmetti: siamo disposti solo a ristrutturare il debito
LIVORNO. Un no secco al concordato. E' la posizione uscita all’unanimità dall'assemblea delle aziende fornitrici di Aamps, che martedì sono state chiamate a raccolta dalla Cna.
L’alt a portare i libri in tribunale non arriva solo dagli associati Cna, ma da 15 aziende che erano presenti in via Martin Luther King, con un peso di 370 dipendenti totali e un credito complessivo verso Aamps di 5 milioni di euro, tra moratoria Rosi e crediti correnti.
Insomma un bel pacchetto rappresentativo del mondo dei fornitori della partecipata.
La posizione delle 15 aziende è stata ribadita ieri pomeriggio alla giunta comunale, in un incontro che il direttore Valtriani e il dirigente Talini hanno avuto con la vicesindaco Sorgente e gli assessori Lemmetti e Martini, a cui era presente anche il segretario generale Ascione.
Il no - non prevedibile in queste dimensioni - assume un rilievo importantissimo nella partita di Aamps. E’ il primo vero ostacolo all’ipotesi del concordato, visto che l’opposizione dei fornitori può bloccare la richiesta.
Le aziende hanno invece dato disponibilità alla giunta a dilazionare ulteriormente i pagamenti, per dar modo ad Aamps di riprendere fiato.
«La sensazione forte che hanno le imprese - afferma Marco Valtriani direttore della Cna - è che la sorte dei loro crediti si stia giocando più su un terreno politico che tecnico. Le aziende non vogliono finire per essere immolate in uno scontro politico che non le interessa. Le scelte che l'amministrazione comunale dovrà prendere dovranno essere scelte per il bene della città e nel rispetto di chi, come le aziende dell'indotto ed i loro dipendenti, sono al momento il vero anello debole della catena».
Valtriani ha ricordato alla giunta che in questi anni, fin dal tempo della moratoria "Rosi", le imprese hanno mostrato un altissimo senso di responsabilità evitando allora il fallimento dell'azienda e garantendo in questi mesi il servizio, nonostante il mancato rispetto degli accordi sui pagamenti da parte di Aamps e del Comune.
«Adesso, nel pieno dell'emergenza spazzatura che avevamo scongiurato, viene nuovamente richiesto, anzi imposto, un sacrificio alle aziende dell'indotto: noi diciamo no a questa logica».
Ieri pomeriggio Cna ha portato la risposta delle 15 aziende all’amministrazione comunale, che ha aperto un dialogo con l’indotto come previsto dall’emendamento approvato lunedì notte, per capire la posizione dei fornitori, decisivi per la conferma o meno del concordato.
«Per la prima volta dopo mesi di assordante silenzio, siamo stati contattati sulla questione dal Comune, per voce dell'assessore Lemmetti, che ci ha convoto per un incontro».
Le 15 imprese, attraverso Valtriani e Talini, hanno offerto all'assessore Lemmeti la disponibilità a valutare una soluzione che comporti una ristrutturazione del debito di Aamps, «ma solo se questa sarà avallata da specifiche garanzie di riscossione, per evitare questa volta il mancato rispetto dei tempi di pagamento, e dall'impegno dell'unico socio di Aamps a ricapitalizzare, nel frattempo, la parte necessaria per uscire dall'emergenza», ha spiegato lo stesso Talini.
(g.c.)
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