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Muore a 48 anni madre di tre figli
Simona Signorini si è spenta dopo una lunga malattia Il ricordo del padre: «Non si è mai lamentata per il dolore»
LIVORNO. Quando le dissero che le rimanevano solo cinque mesi di vita, Simona Signorini non si scoraggiò. E ha continuato a lottare, vivendo altri sei anni e facendo di tutto per resistere alla malattia che l’aveva colpita. La sua battaglia è finita la mattina di domenica 29 novembre, intorno alle sei, nella casa nel quartiere Stazione in cui aveva vissuto tutta la sua vita.
O, meglio, che aveva usato come base da cui partire per tanti lunghi viaggi intorno al mondo. Perché Simona, tra le tante passioni che aveva, adorava viaggiare. E prova ne sono anche le carte di identità dei suoi tre figli: uno di 15, uno di 17 e uno di 19 anni, «tutti nati negli Stati Uniti», racconta il padre Franco. Anche se poi, a Livorno, ci tornava sempre.
Casalinga, passava molto tempo dando una mano nelle aziende di famiglia. Ai genitori e al fratello, soci dello stabilimento balneare Nettuno a Livorno e del Miramare a Castiglioncello, oltre che proprietari di un’azienda viticola a Crespina Lorenzana, e al marito Alessandro Ramagli, che quasi trent’anni fa fondò l’azienda di verniciature e laccature Magef.
Lunedì, al suo funerale, c’erano centinaia di persone nella chiesa dei Salesiani. E altrettante sono rimaste fuori. Un afflusso enorme, fatto di gente che arrivava da ogni posto. Tanti da Livorno e dalla Toscana, altri dal resto d’Italia e da Paesi come la Svizzera. Alcuni addirittura dagli Stati Uniti. Ventiquattro ore ed erano tutti lì, a dare l’ultimo saluto a un’amica con cui avevano incrociato i cammini delle loro vite.
«Non mi sarei mai aspettato di vedere così tante persone - racconta il padre Franco - ma mi ha fatto piacere. Vorrei ringraziarli uno per uno, ma non so come fare. Ho ricevuto centinaia di telegrammi non appena si è diffusa la notizia, ci vorrà molto tempo per riuscire a rispondere a tutte le persone che hanno avuto questo moto d’affetto per Simona».
Non basta per consolare della perdita di una figlia nel pieno degli anni, 48, che lascia anche la mamma Clara Maria e il fratello Sergio. Ma aiuta a capire quanto Simona sia rimasta nel cuore di chi l’ha conosciuta, in giro per il mondo o per i continenti.
Anche per il suo carattere. «Era una persona solare - ricorda ancora il padre - sempre sorridente, non si è mai lamentata per la malattia. Non ha mai detto una volta “mi sento male”».
Riccardo Rimondi
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