Gioco
La proposta del Pd «Iren vuole Aamps M5S apra al privato»
Bacci e Bellandi svelano l’interesse dell’utility per l’azienda dei rifiuti «Prima si faccia la moratoria coi creditori, poi si superino le ideologie»
LIVORNO. Oggi a Livorno è prevista una riunione dei sindaci dei comuni serviti da Asa, con Filippo Nogarin a fare gli onori di casa. Sul tavolo dell’incontro però potrebbe finirci il caso Aamps. A portarcelo sarà il sindaco di Collesalvetti e segretario della federazione del Pd Lorenzo Bacci. Che propone una soluzione finora mai immaginata per il salvataggio e il rilancio dell’azienda dei rifiuti: l’aiuto di un socio privato.
Non è un’idea e basta. Perché sul tavolo c’è un interessamento vero da parte di una delle più grandi utility italiane: Iren, socio di minoranza in Asa, e gestore con Irenambiente della filiera dei rifiuti in buona parte dell’Emilia, tra cui la grillina Parma.
Bacci mette sul tavolo le carte, ma prima fa una premessa politica: «Se vogliamo ragionare della situazione di Aamps è necessario uscire dai recinti ideologici che hanno portato il sindaco Nogarin a scegliere il concordato in maniera forzata. Se ci chiediamo perché siamo arrivati a questa situazione, la risposta può essere solo una visione ideologica, che si dipana su una gamba autarchica e campanilistica, della serie Livorno basta a se stessa, e sulla convinzione che la presenza dei privati rappresenti il diavolo, salvo poi comportarsi peggio del peggior privato, perché produrre una soluzione come il concordato vuol dire mettersi contro ai lavoratori», dice il segretario del Pd.
Sgombrato il campo ideologico, ecco che Bacci passa alla proposta: «Da un lato Iren è intenzionata a vendere le proprie quote di compartecipazione in Asa, dall’altro siamo a conoscenza che c’è un suo interesse nella gestione dei rifiuti. Siccome per noi potrebbe rappresentare una soluzione, siccome non più tardi di domani (oggi, ndr) i Comuni saranno dal sindaco di Livorno a discutere dell’intenzione dell’utility di uscire da Asa e magari già mi immagino con quali soluzioni alternative, magari con l’azionariato popolare per un’Asa tutta pubblica, questa potrebbe essere un'occasione più unica che rara per trovare un'interlocuzione con questo soggetto affinché possa rappresentare una soluzione alternativa all'unica proposta messa in campo dall’amministrazione, cioè il concordato».
E’ un orizzonte nuovo, quello proposto dal Partito Democratico. Che per la prima volta ribalta la visione su Aamps, da zavorra a oggetto dei desideri. Ma è un’operazione possibile? «E’ chiaro che qualsiasi discorso di questo tipo vada accompagnato e preceduto da una moratoria e da una ristrutturazione del debito», replica Federico Bellandi, segretario comunale dei democratici.
A prima vista, proporre ai 5 Stelle l’entrata del privato in Aamps non può non sembrare una provocazione, ma Bacci e Bellandi rilanciano: «C’è in gioco la possibilità di mettere a valore una presenza di privati che può essere più produttiva di quanto sia stata fino ad oggi in Asa e la possibilità di fare di Livorno la protagonista in una logica di area vasta, in ambito ambientale e delle politiche dei rifiuti, senza disconoscere gli obiettivi dell'Unione Europea della differenziata e del porta, cari al M5s».
«Sarebbe una pizzarottizzazione di Nogarin - dice Bellandi -. Il sindaco di Livorno parli col suo collega di Parma: Iren gestisce il termovalorizzatore della città, magari può fargli capire che non rappresenta il diavolo».
Si obietterà: ma per entrare in Retiambiente serve l’uscita del socio privato, non l’entrata. Ma la partita pensata da Bacci e Bellandi è legata a doppio filo a quella dell’acqua, al rischio di Asa di esser venduta da Iren ad Acea e poi mangiata dall’utility romana, col pubblico che ridotto in un angolo.
Bacci aggiunge: «Dobbiamo trovare soluzioni concrete. Chi è responsabile di una fine sicura per Aamps, per l’indotto e per centinaia di posti lavoro ha un nome e cognome, che per accrescersi a livello nazionale, ha seguito il percorso del concordato a discapito di una città. A Livorno si sta aprendo un conflitto civile e sociale in maniera irresponsabile. Tra l’altro se Aamps va al fallimento si arriverà al paradosso che l'inceneritore ce lo prenderanno a zero euro gli altri».
(g. cor.)
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