Il Tirreno

Livorno

Caos nel basket, il play della Pielle se ne va: «Minacciato il presidente»

di Federico Lazzotti
Manolo Burgalassi
◗
Manolo Burgalassi

Livorno, La società accusa il padre di Giuliano Biancani di aver aggredito Manolo Burgalassi: «Gli avevamo promesso un lavoro e glielo abbiamo trovato, così non si fa»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Giuliano Biancani, 31 anni, giocatore semi professionista di basket, era per i tifosi della Pielle - con le dovute proporzioni - una specie di Roberto Baggio dei canestri di periferia: simbolo di una società gloriosa, ora iscritta al campionato di serie C, e con al seguito un discreto numero di tifosi affezionatissimi. Ora, così come per il divin codino, il suo trasferimento alla Pallacanestro Empoli,  stesso girone dei rivali, dopo mesi di voci di corridoio (addirittura di un possibile passaggio ai rivali della Libertas), si è trasformato in un caso che potrebbe avere anche degli strascichi giudiziari dopo quanto accaduto martedì mattina nel negozio di Manolo Burgalassi, presidente della società biancoblu ed ex giocatore della Pielle (si chiamava PL ndr) quando militava in serie A.

A raccontare quello che è avvenuto sull’uscio del panificio in Borgo Cappuccini  lo stesso presidente: «Mi ha chiamato la commessa e mi ha detto che c’era una persona che voleva parlare con me. Era il padre del ragazzo: mi ha aggredito, mi ha detto che non avrebbe avuto nessun problema a fare 20 o 30 mila euro di danni al negozio se non avessi firmato il trasferimento».  Sulla pagina Facebook della società lo stesso Burgalassi spiega di essere intenzionato a sporgere denuncia nei confronti del padre del giocatore. «Sono deluso e amareggiato - va avanti - mai mi sarei aspettato di trovarmi in situazioni simili che mi imbarazzano anche perché noi l’accordo lo abbiamo rispettato».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12548949:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/12/02/news/biancani-dopo-l-addio-alla-pielle-non-e-una-bizza-ho-scelto-per-i-miei-figli-1.12548949]]

Alla fine, in ogni caso, la tanto agognata firma è arrivata e il giocatore, già dalla serata di martedì, si è potuto allenare con i nuovi compagni lasciando però dietro di sé una cascata di veleni. «Gli accordi - prosegue la società - sono stati rispettati solo dalla società Pielle Livorno. La decisione di lasciare la squadra prima della fine del girone di andata è comprensibile ma non condivisibile al netto degli accordi presi ad agosto. Se a tutto questo aggiungiamo le pressioni del padre per una risoluzione della trattativa in tempi strettissimi, arriviamo a un bilancio molto negativo per la società».

La replica di Biancani non si è fatta attendere: «Sapevo - scrive sempre su Facebook - che la Pielle poteva darmi tanto. Non soldi, perché conoscevo le ristrettezze economiche della società. Pensavo che potesse darmi tanto umanamente. E non sbagliavo, perché i tifosi mi hanno travolto di affetto e i ragazzi della squadra sono stati meravigliosi. Pensavo però che la Pielle, o meglio la società della Pielle, potesse darmi anche un’ulteriore garanzia: la libertà di andare via nel caso fosse arrivata una proposta economicamente importante».
Perché - è la premessa: «I miei due figli devono mangiare e per farlo hanno bisogno che loro padre abbia un guadagno decoroso». E qui si arriva al nodo centrale della questione che non riguarda solo Biancani ma tutto l’universo dei giocatori di basket delle cosiddette minors, quelle categorie in cui l’impegno è simile a quello di un professionista ma i guadagni sono molto inferiori e non bastano, come in questo caso, a mandare avanti un famiglia.

Ecco perché il caso dell’ormai ex playmaker della Pielle racconta un sottobosco di accordi, scambi e passione sportiva che possono avere - come in questo caso - esiti purtroppo spiacevoli perché legati in alcuni casi al mantenimento di un’intera famiglia, dunque ad una sopravvivenza decorosa. «Fino a una decina di anni fa - racconta un ex giocatore che ha appeso le scarpe al chiodo - in categorie come la B o la C si prendevano bei soldi. Ma oggi le società non hanno più quella disponibilità economica. Gli sponsor sono ridotti all’osso. Ecco perché per coprire le spese di un giocatore gli si offre un lavoro, magari nella ditta del dirigente di turno, oppure si fa allenare qualche squadra giovanile».

Più o meno la storia andata tra la Pielle e Biancani durante l’estate. «Viene e ti troviamo anche un lavoro», è stata la proposta. Fino a fine ottobre una occupazione extra basket il giocatore l’aveva. Dunque il problema è scoppiato dal primo di novembre. La speranza, ora, è che questo sia l’ultimo canestro al veleno tra società e giocatore. Anche perché il prossimo 16 gennaio è in programma la sfida che metterà di fronte Biancani alla sua ex squadra.

 

"Il presidente della Pielle Livorno, nella persona di Manolo Burgalassi comunica che domani si recherà presso i...

Posted by Pielle Livorno on Martedì 1 dicembre 2015

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web