Il Tirreno

Livorno

lavoro

Camp Darby, lettere di licenziamento per 24 dipendenti civili italiani

Danilo Renzullo
Camp Darby, lettere di licenziamento per 24 dipendenti civili italiani

Subito scatta la protesta davanti alla base militare Usa: sciopero di quattro ore, i militari offrono il caffè ai lavoratori

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La mannaia americana accompagnata dall’espresso italiano. I tagli erano stati annunciati da tempo e confermati più volte negli ultimi incontri con i sindacati. Martedì 1 dicembre, senza alcun preavviso, le intenzioni si sono concretizzate in fatti. E come in una sorta di roulette russa, il direttore del personale della base di Camp Darby ha consegnato a mano 24 lettere di licenziamento ad altrettanti dipendenti civili italiani che si trovavano ai loro posti di lavoro. E che entro il 30 settembre 2016 diventeranno ex. Per impiegati, addetti alla logistica, elettricisti, idraulici, frigoriferisti, muratori, falegnami e fabbri al servizio della cosiddetta “zona ricreativa”, non ci sarà più futuro nella base che sorge tra Pisa e Livorno.

La risposta dei sindacati e dei lavoratori è stata immediata. Uno sciopero di quattro ore indetto da Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl (che lunedì sera sono stati convocati dal comando americano) e un sit-in davanti ad uno degli ingressi della base americana di circa 200 dei 450 dipendenti italiani che per ore hanno presidiato l’entrata blindata da personale militare e filo spinato. Le organizzazioni dei lavoratori avevano chiesto di congelare la manovra e rimandare la consegna delle lettere per avviare una trattativa. L’obiettivo era di arrivare ad un piano di ristrutturazione che prevedesse incentivi all’esodo e prepensionamenti per ridurre l’impatto della decisione dei vertici Usa.

«Avevamo chiesto di posticipare questa operazione, anche per permettere a questi lavoratori di passare un Natale sereno - sottolinea il segretario della Fisascat-Cisl di Pisa Vittorio Salsedo –. Ma non siamo stati ascoltati e senza concederci nemmeno un minuto per informare della situazione i dipendenti il direttore del personale ha consegnato ai destinatari la lettera di licenziamento».

A 14 dei 24 lavoratori rientrati loro malgrado nel processo di ristrutturazione è stato offerto il trasferimento alla base Usa di Vicenza, di cui Camp Darby è satellite. Entro il 9 dicembre, il comando pretende una risposta dai dipendenti. Prendere o lasciare. «Come può una persona decidere in una settimana di cambiare radicalmente vita?», si chiede Salsedo che accusa: «Non è mai successo una cosa del genere nella base: siamo stati convocati solo per avere comunicazioni e apprendere di decisioni unilaterali». Nel piazzale antistante la base cresce la rabbia. I lavoratori non si rassegnano a leggere la parole “fine” su quel pezzo di carta consegnato a mano poche ore prima. Dalla base escono a sorpresa il neo comandante italiano, il colonnello Vaira, il comandante americano Leinberger e il cappellano militare, il maggiore Cabrera. Offrono caffè ai dipendenti in presidio. «Un gesto di collaborazione e di apertura - spiegano dalla base - per cercare di trovare una soluzione per il personale al quale non sono state offerte alternative». I licenziamenti messi nero su bianco ieri, seguono quelli dei tre dipendenti impiegati in un grande magazzino mandati a casa lo scorso mese. A questi si aggiungono gli esuberi di 4 unità dei servizi amministrativi di una clinica. I tagli si inseriscono nel più ampio piano di ristrutturazione della base nata nel 1951 iniziato nel 2012 con 60 tra licenziamenti e trasferimenti di dipendenti italiani e seguito con l'abbandono dello stabilimento balneare American beach e la dismissione di 6 ettari che saranno restituiti al demanio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web