Gioco
Aamps, Gordiani contro Nogarin "No al concordato o mi dimetto"
Tensione nel salone consiliare: alcuni lavoratori entrano nell'aula consiliare, intervengono le forze dell'ordine. Il dibattito è ripreso dopo un quarto d'ora
LIVORNO. Tensione in consiglio comunale dove si sta discutendo sulla decisione della giunta di richiedere il concordato preventivo in continuità per Aamps: un lavoratore dell'azienda ha superato la balaustra ed ha invaso il salone consiliare. La seduta è stata interrotta: poi l'uomo ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Successivamente altri lavoratori hanno cercato di entrare nell'aula e si sono scontrati con alcuni attivisti dei Cinque Stelle: ne è scaturita una rissa verbale (con qualche contatto fisico) e la seduta è stata bloccata per un quarto d'ora. Successivamente i lavori del consiglio sono ripresi con l'intervento dell'assessore al bilancio, Gianni Lemmetti. Nel frattempo i lavoratori in lotta hanno annunciato un nuovo sciopero: è in agenda per il 9 e il 10 dicembre.
In serata è previsto il voto. Il Movimento Cinque Stelle ha i numeri risicati per approvare l'atto di indirizzo sul concordato preventivo, visti i tre consiglieri dissidenti: dunque Nogarin può attualmente contare su 17 sì e 16 voti contrari. Ma potrebbe esserci un colpo di scena: il gruppo M5S ha chiesto a Nogarin il rinvio di una settimana dell'assemblea straordinaria di Aamps e quindi un "congelamento" del concordato. Subito dopo anche l'assessore all'Ambiente, Giovanni Gordiani ha chiesto al sindaco Filippo Nogarin una pausa di riflessione. "Se non ti fermerai, sono pronto a dimettermi".
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Sono trecento, tra il personale diretto e i lavoratori dell'indotto sui rifiuti. Hanno preso posto all'interno del Comune di primo mattino, intorno alle otto: da quando, cioè, le porte del Municipio si sono aperte e loro si sono affrettati dentro. L'aula è gremita di tute gialle, così come l'atrio esterno. La discussione che conduce al voto sul futuro dell'azienda è iniziata intorno alle dieci: solo alla fine si saprà se la decisione sarà quella del concordato preventivo oppure se sarà trovata una soluzione alternativa che non passi dal tribunale. In attesa del voto finale, restano ancora tutti lì.
La discussione è animata: hanno confermato il loro voto contrario alla soluzione del concordato preventivo i tre consiglieri M5s Mazzacca, Grillotti (accolti tra gli applausi anche durante i loro interventi) e Pecoretti.
- L'editoriale: non ci serve una lotta tra fazioni di Omar Monestier
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Dentro e fuori il Comune c'è un folto schieramento di forze dell'ordine. Sono attesi attivisti e militanti pentastellati richiamati da Beppe Grillo, attraverso il suo blog.
I lavoratori sono in stato di agitazione da giorni e chiedono il ritiro dell'atto di indirizzo: "Il concordato preventivo è una follia e getta nel rischio 500 famiglie senza nessuna garanzia. Qui si va al fallimento senza nessun motivo. Chiediamo al sindaco di tornare al tavolo perché le soluzioni alternative per salvare l'azienda ci sono", dicono i sindacati.
NOGARIN AI LAVORATORI: NON PERDERETE IL POSTO. "Partirei dall'emergenza rifiuti - ha detto il sindaco Nogarin - stiamo vivendo una situazione difficile in città. È comprensibile assistere alle più che legittime forme di lotta, che si devono fare secondo le regole che conosciamo molto bene. Ma i lavoratori sono di fatto in sciopero formale e questo non giova né a loro né all'immagine della città. Richiamo per questo il senso di responsabilità di tutti quanti per un servizio essenziale". "Nessuno di voi perderà il posto di lavoro - ha aggiunto il sindaco rivolgendosi ai lavoratori - Non è vero che l'azienda non ha liquidità e non corrisponderà gli stipendi e le tredicesime. Quest'azienda ha accumulato un enorme debito. Il bilancio approvato ha 42 mln di debito, e se fosse privata sarebbe destinata al fallimento. Non è questo il caso perch l'azienda è pubblica e svolge un servizio essenziale. Richiamo tutti voi a un senso di responsabilità: una città che viene sparata su tutti i tg con immagini di spazzatura ovunque, immagini che non ci appartengono, non fa bene a nessuno". "Noi non stiamo cercando di fare del male ai lavoratori. Abbiamo tentato fino all'ultimo la ricapitalizzazione: vogliamo mettere l'azienda nella condizione che abbia un futuro vero. Un reale futuro che pensiamo possa essere garantito dal percorso di concordato", ha concluso il sindaco.
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I PARLAMENTARI 5 STELLE: PD RESPONSABILE. "Quello che si sta propagandando a Livorno è una menzogna totale. Si mostrano due cassonetti pieni come se fossero un'emergenza sanitaria. La città in queste ore sta pagando non la cattiva amministrazione del sindaco Nogarin ma l'incapacità di anni di politica targata Pd. I debiti accumulati dall'Aamps, dopo diverse ricapitalizzazioni, sono 42 milioni di euro di cui 26 per la mancata riscossione della tassa sui rifiuti negli scorsi anni. Il Pd ha strizzato l'occhio agli evasori della città e quei crediti oggi sono inesigibili" è il commento dei parlamentari toscani del M5S e delle Commissioni Ambiente Camera e Senato.
ROMANO (PD) CINQUE STELLE INCAPACI. "M5S a Livorno strilla al complotto: la realtà è molto più semplice e si chiama incapacità. Come al solito quando sono chiamati ad amministrare dimostrano la loro inadeguatezza. La colpa per loro è sempre degli altri, la verità è che tra i loro proclami e la realtà esiste una distanza abissale e in questo spazio fanno sprofondare tutto e tutti. A Livorno i 5 stelle delegano alla magistratura temi e decisioni che sono di competenza della politica. Il loro problema è che non hanno competenza, ne capacità politica e non sanno cosa fare. Livorno è la vetrina dell'incapacità amministrativa dei grillini", afferma il deputato Pd Andrea Romano.
MARCONCINI (GEOFOR): TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE. "Tutti i nodi vengono al pettine - commenta a caldo il presidente di Geofor di Pontedera, Paolo Marconcini - Siamo dispiaciuti della situazione livornese che certo Nogarin ha ereditato, ma che il M5S contribuisce ad aggravare con le sue posizioni intransigenti e isolazioniste. È bene comunque che il percorso di Ato Costa per la selezione del gestore unico vada comunque avanti, per il momento con chi è stato possibile periziare. Quindi tutti, escluso Livorno, che farà le sue considerazioni. La speranza è che sia possibile nel prossimo futuro recuperare anche Aamps (o la sua evoluzione). Insieme saremmo più forti e in grado di dare soluzioni più adeguate a Comuni, cittadini e ai lavoratori impiegati. Ma ciò dipenderà dalle scelte politiche del Comune livornese".
FILIPPESCHI (ATO COSTA): IL COMUNE CONDIVIDA LE DIFFICOLTA' DELLA SUA AZIENDA. “L’Ato Costa non è stata consultata né ha avuto comunicazioni delle scelte fatte per Aamps. Come si sa il Tar pochi giorni fa non ha accolto l’iniziativa del Comune di Livorno per bloccare il percorso di RetiAmbiente, mettendo in discussione la legge regionale e anche la legislazione nazionale. La gestione d’ambito nel 2016 è l’obiettivo ormai alla portata per i comuni delle quattro province della Toscana costiera. La fase centrale della gara per la scelta del partner industriale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani dell’Ato è in atto, con il ‘dialogo competitivo’. Le aziende o i gruppi di aziende concorrenti dovranno presentarsi offrendo le migliori soluzioni tecnico-organizzative di gestione”.
Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che interviene come presidente dell’Ato Toscana Costa per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti urbani, l’autorità d’ambito che deve provvedere a realizzare la gestione unica già prevista dalla legge regionale numero 61 del 2007.
“Il modello organizzativo dei servizi è già stato prefigurato nel piano straordinario approvato dall’assemblea dei comuni dell’Ato nel luglio scorso – aggiunge Filippeschi – e sempre in luglio il direttore della Ato Costa Franco Borchi ha firmato con i sindacati confederali regionali e di categoria, Cgil, Cisl, Uil e Fiadel, il protocollo d’intesa per il passaggio del personale delle aziende al gestore unico. La firma è stata fatta nella Sala Azzurra della Presidenza della Giunta regionale, per significare l’importanza strategica dell’intesa. Passare da quattordici aziende ad una è una scelta decisiva per modernizzare la Toscana, per risparmiare risorse e migliorare il servizio. E anche per risolvere, nei modi e nei tempi necessari, le sofferenze di alcune importanti aziende. Quelle dell’Aamps non sono mai state certificate dall’azienda o dal Comune all’Ato. Le richieste sono state disattese”.
“Dunque, siamo in una fase decisiva per tutti i comuni. Quella che porta all’affidamento del servizio, dopo che, con il contributo degli advisors indipendenti, l’Ato determinerà la proposta di servizio integrato sulla quale si faranno le offerte di gara. I comuni stanno condividendo percorsi per affinare la rispondenza ai diversi bisogni territoriali e per fare i procedimenti necessari – conclude Filippeschi – stanno realizzando una scelta strategica. Il Comune di Livorno, che ha voluto autoescludersi per scelta politica, può fare ancora quello che non ha voluto fare. Condividere con l’Ato e con gli altri comuni le difficoltà della propria azienda, per cercare soluzioni positive”.
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