Il Tirreno

Livorno

Aamps, Gordiani contro Nogarin "No al concordato o mi dimetto"

Aamps, Gordiani contro Nogarin "No al concordato o mi dimetto"

Tensione nel salone consiliare: alcuni lavoratori entrano nell'aula consiliare, intervengono le forze dell'ordine. Il dibattito è ripreso dopo un quarto d'ora

7 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Tensione in consiglio comunale dove si sta discutendo sulla decisione della giunta di richiedere il concordato preventivo in continuità per Aamps: un lavoratore dell'azienda ha superato la balaustra ed ha invaso il salone consiliare. La seduta è stata interrotta: poi l'uomo ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Successivamente altri lavoratori hanno cercato di entrare nell'aula e si sono scontrati con alcuni attivisti dei Cinque Stelle: ne è scaturita una rissa verbale (con qualche contatto fisico) e la seduta è stata bloccata per un quarto d'ora. Successivamente i lavori del consiglio sono ripresi con l'intervento dell'assessore al bilancio, Gianni Lemmetti. Nel frattempo i lavoratori in lotta hanno annunciato un nuovo sciopero: è in agenda per il 9 e il 10 dicembre.

In serata è previsto il voto. Il Movimento Cinque Stelle ha i numeri risicati per approvare l'atto di indirizzo sul concordato preventivo, visti i tre consiglieri dissidenti: dunque Nogarin può attualmente contare su 17 sì e 16 voti contrari. Ma potrebbe esserci un colpo di scena: il gruppo M5S ha chiesto a Nogarin il rinvio di una settimana dell'assemblea straordinaria di Aamps e quindi un "congelamento" del concordato. Subito dopo anche l'assessore all'Ambiente, Giovanni Gordiani ha chiesto al sindaco Filippo Nogarin una pausa di riflessione. "Se non ti fermerai, sono pronto a dimettermi".

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12537624:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/livorno-bolgia-al-consiglio-comunale-su-aamps/54420/55626]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12537603:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/11/30/fotogalleria/interrotto-il-consiglio-comunale-sull-aamps-1.12537603]]

Intorno alle 12 era saltato agli occhi, sulla bacheca dell'azienda Aamps, un ordine di servizio del presidente Iacomelli che richiamava i lavoratori a interrompere la protesta e tornare al lavoro e svuotare i cassonetti stracolmi in ogni parte della città. Ma i dipendenti tuttavia sono rimasti in sala consiliare.

Sono trecento, tra il personale diretto e i lavoratori dell'indotto sui rifiuti. Hanno preso posto all'interno del Comune di primo mattino, intorno alle otto: da quando, cioè, le porte del Municipio si sono aperte e loro si sono affrettati dentro. L'aula è gremita di tute gialle, così come l'atrio esterno. La discussione che conduce al voto sul futuro dell'azienda è iniziata intorno alle dieci: solo alla fine si saprà se la decisione sarà quella del concordato preventivo oppure se sarà trovata una soluzione alternativa che non passi dal tribunale. In attesa del voto finale, restano ancora tutti lì.

La discussione è animata: hanno confermato il loro voto contrario alla soluzione del concordato preventivo i tre consiglieri M5s Mazzacca, Grillotti (accolti tra gli applausi anche durante i loro interventi) e Pecoretti.

Dentro e fuori il Comune c'è un folto schieramento di forze dell'ordine. Sono attesi attivisti e militanti pentastellati richiamati da Beppe Grillo, attraverso il suo blog.

I lavoratori sono in stato di agitazione da giorni e chiedono il ritiro dell'atto di indirizzo: "Il concordato preventivo è una follia e getta nel rischio 500 famiglie senza nessuna garanzia. Qui si va al fallimento senza nessun motivo. Chiediamo al sindaco di tornare al tavolo perché le soluzioni alternative per salvare l'azienda ci sono", dicono i sindacati.

NOGARIN AI LAVORATORI: NON PERDERETE IL POSTO. "Partirei dall'emergenza rifiuti - ha detto il sindaco Nogarin - stiamo vivendo una situazione difficile in città. È comprensibile assistere alle più che legittime forme di lotta, che si devono fare secondo le regole che conosciamo molto bene. Ma i lavoratori sono di fatto in sciopero formale e questo non giova né a loro né all'immagine della città. Richiamo per questo il senso di responsabilità di tutti quanti per un servizio essenziale". "Nessuno di voi perderà il posto di lavoro - ha aggiunto il sindaco rivolgendosi ai lavoratori - Non è vero che l'azienda non ha liquidità e non corrisponderà gli stipendi e le tredicesime. Quest'azienda ha accumulato un enorme debito. Il bilancio approvato ha 42 mln di debito, e se fosse privata sarebbe destinata al fallimento. Non è questo il caso perch l'azienda è pubblica e svolge un servizio essenziale. Richiamo tutti voi a un senso di responsabilità: una città che viene sparata su tutti i tg con immagini di spazzatura ovunque, immagini che non ci appartengono, non fa bene a nessuno". "Noi non stiamo cercando di fare del male ai lavoratori. Abbiamo tentato fino all'ultimo la ricapitalizzazione: vogliamo mettere l'azienda nella condizione che abbia un futuro vero. Un reale futuro che pensiamo possa essere garantito dal percorso di concordato", ha concluso il sindaco.


[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12536314:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/11/30/fotogalleria/trecento-dipendenti-aamps-in-consiglio-comunale-1.12536314]]

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12536797:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/livorno-il-sindaco-nogarin-spiega-ai-dipendenti-aamps-i-motivi-della-scelta/54400/55606]]

I PARLAMENTARI 5 STELLE: PD RESPONSABILE. "Quello che si sta propagandando a Livorno è una menzogna totale. Si mostrano due cassonetti pieni come se fossero un'emergenza sanitaria. La città in queste ore sta pagando non la cattiva amministrazione del sindaco Nogarin ma l'incapacità di anni di politica targata Pd. I debiti accumulati dall'Aamps, dopo diverse ricapitalizzazioni, sono 42 milioni di euro di cui 26 per la mancata riscossione della tassa sui rifiuti negli scorsi anni. Il Pd ha strizzato l'occhio agli evasori della città e quei crediti oggi sono inesigibili" è il commento dei parlamentari toscani del M5S e delle Commissioni Ambiente Camera e Senato.

ROMANO (PD) CINQUE STELLE INCAPACI. "M5S a Livorno strilla al complotto: la realtà è molto più semplice e si chiama incapacità. Come al solito quando sono chiamati ad amministrare dimostrano la loro inadeguatezza. La colpa per loro è sempre degli altri, la verità è che tra i loro proclami e la realtà esiste una distanza abissale e in questo spazio fanno sprofondare tutto e tutti. A Livorno i 5 stelle delegano alla magistratura temi e decisioni che sono di competenza della politica. Il loro problema è che non hanno competenza, ne capacità politica e non sanno cosa fare. Livorno è la vetrina dell'incapacità amministrativa dei grillini", afferma il deputato Pd Andrea Romano.

MARCONCINI (GEOFOR): TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE. "Tutti i nodi vengono al pettine - commenta a caldo il presidente di Geofor di Pontedera, Paolo Marconcini - Siamo dispiaciuti  della situazione livornese che certo Nogarin ha ereditato, ma che il M5S contribuisce ad aggravare con le sue posizioni intransigenti e isolazioniste. È bene comunque che il percorso di Ato Costa per la selezione del gestore unico vada comunque avanti, per il momento con chi è stato possibile periziare. Quindi tutti, escluso Livorno, che farà le sue considerazioni. La speranza è che  sia possibile nel prossimo futuro recuperare anche Aamps (o la sua evoluzione). Insieme saremmo più forti e in grado di dare soluzioni più adeguate a Comuni, cittadini e ai lavoratori impiegati. Ma ciò dipenderà dalle scelte politiche del Comune livornese".

FILIPPESCHI (ATO COSTA): IL COMUNE CONDIVIDA LE DIFFICOLTA' DELLA SUA AZIENDA. “L’Ato Costa non è stata consultata né h­a avuto comunicazioni delle scelte fatte­ per Aamps. Come si sa il Tar pochi gior­ni fa non ha accolto l’iniziativa del Co­mune di Livorno per bloccare il percorso­ di RetiAmbiente, mettendo in discussion­e la legge regionale e anche la legislaz­ione nazionale. La gestione d’ambito nel­ 2016 è l’obiettivo ormai alla portata p­er i comuni delle quattro province della­ Toscana costiera. La fase centrale dell­a gara per la scelta del partner industr­iale del servizio di gestione integrata ­dei rifiuti urbani dell’Ato è in atto, c­on il ‘dialogo competitivo’. Le aziende ­o i gruppi di aziende concorrenti dovran­no presentarsi offrendo le migliori soluzioni tecnico-organizzative di gestione”­.

Così il sindaco di Pisa Marco Filippesch­i, che interviene come presidente dell’A­to Toscana Costa per la gestione integra­ta del ciclo dei rifiuti urbani, l’autor­ità d’ambito che deve provvedere a reali­zzare la gestione unica già prevista dal­la legge regionale numero 61 del 2007.

“Il modello organizzativo dei servizi è ­già stato prefigurato nel piano straordi­nario approvato dall’assemblea dei comun­i dell’Ato nel luglio scorso – aggiunge ­Filippeschi – e sempre in luglio il dire­ttore della Ato Costa Franco Borchi ha f­irmato con i sindacati confederali regio­nali e di categoria, Cgil, Cisl, Uil e F­iadel, il protocollo d’intesa per il pas­saggio del personale delle aziende al ge­store unico. La firma è stata fatta nell­a Sala Azzurra della Presidenza della Gi­unta regionale, per significare l’import­anza strategica dell’intesa. Passare da ­quattordici aziende ad una è una scelta ­decisiva per modernizzare la Toscana, pe­r risparmiare risorse e migliorare il servizio. E anche per risolvere, nei modi ­e nei tempi necessari, le sofferenze di ­alcune importanti aziende. Quelle dell’A­amps non sono mai state certificate dall­’azienda o dal Comune all’Ato. Le richie­ste sono state disattese”.

“Dunque, siamo in una fase decisiva per ­tutti i comuni. Quella che porta all’aff­idamento del servizio, dopo che, con il ­contributo degli advisors indipendenti, ­l’Ato determinerà la proposta di servizi­o integrato sulla quale si faranno le of­ferte di gara. I comuni stanno condivide­ndo percorsi per affinare la rispondenza­ ai diversi bisogni territoriali e per f­are i procedimenti necessari – conclude ­Filippeschi – stanno realizzando una sce­lta strategica. Il Comune di Livorno, ch­e ha voluto autoescludersi per scelta po­litica, può fare ancora quello che non h­a voluto fare. Condividere con l’Ato e c­on gli altri comuni le difficoltà della ­propria azienda, per cercare soluzioni p­ositive”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web