Il Tirreno

Livorno

Sciopero ai Silos Magazzini del Tirreno: "L'azienda non rispetta il piano"

Nel mirino dei sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti l'atteggiamento dell'azienda di logistica che opera nel porto di Livorno. Incontro con i vertici dell'Authority per denunciare la situazione

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LIVORNO. Si fermano lunedì 30 per uno sciopero di otto ore i lavoratori dei Silos Magazzini del Tirreno: è una iniziativa di lotta messa in atto dai sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti per protestare contro l’atteggiamento dell’azienda di logistica del gruppo Gabeca che opera all’interno del porto di Livorno svolgendo prestazioni di sbarco di navi, stoccaggio in magazzini piani e silos, movimentazione e riconsegna correlata all’importazione di cereali, legumi, semi oleosi, farine e residui della lavorazione di prodotti vegetali e forestali.

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“Contrariamente a quanto previsto dal piano industriale, - affermano le segreterie territoriali dei due sindacati di categoria - non sono state fatte assunzioni, i lavoratori precari non sono stati stabilizzati e l’azienda ha manifestato la volontà di non rinnovare un operativo a tempo determinato per sostituirlo con un dipendente amministrativo”.

Lo sciopero arriva dopo che, come sottolineano Filt Cgil e Uiltrasporti presentando le ragioni della lotta, “l’ultimo comitato portuale ha accordato all’azienda una concessione ventennale sulla base di un piano industriale ambizioso” nel quale figura l’annuncio di “assunzioni e la stabilizzazione dei tre lavoratori precari, sui 9 totali attualmente impiegati”.

Non è andata così. Anzi, al contrario, secondo quanto denunciato dai sindacati che hanno indetto lo sciopero, la situazione “è precipitata quando l’azienda ha comunicato, alla scadenza di uno dei contratti a tempo determinato, che non avrebbe rinnovato l’operativo e al suo posto ha manifestato l’intenzione di assumere un dipendente con mansioni amministrative”.

I responsabili sindacali contestano all’azienda di esser venuta “meno alla sua parola nei confronti dei lavoratori” e di aver snobbato “anche l’impegno preso in sede istituzionale, in quanto in azienda potrebbero essere impiegate 15 persone, piuttosto che 9”.

E’ per questo che i sindacati hanno chiesto un faccia a faccia con l’Authority: in una riunione con il segretario generale di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali, e con l’ufficio del lavoro portuale è stata messa in evidenza la situazione e, secondo quanto riferiscono Filt Cgil e Uiltrasporti, l’istituzione portuale si è impegnata “a ottenere chiarimenti dall’azienda”.

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di Redazione web