Gioco
Morta a 23 anni, test del dna all’amico per sapere se guidava
Livorno, Veronica Ulivieri è scomparsa l’11 ottobre scorso, ora il pubblico ministero ha nominato una genetista forense per fare chiarezza
LIVORNO. Veronica Ulivieri è scomparsa ad appena 23 anni in un tragico incidente stradale la notte dell’11 ottobre scorso - era sabato - mentre percorreva in auto via delle Sorgenti: tornava a casa dopo una serata in compagnia. Con lei in macchina, una Opel Corsa, c’era anche il suo miglior amico, Luca Riccomini, 20 anni, uscito malconcio dallo schianto, ma vivo.
Ora a distanza di cinquanta giorni dalla morte della giovane, il pubblico ministero Daniele Rosa ha firmato l’incarico alla genetista forense Isabella Spinetti affinché «accerti chi tra i due giovani s trovasse alla guida dell’utilitaria» al momento dell’impatto. Non sono bastate, infatti, le indagini eseguite fino ad oggi dalla polizia stradale per spiegare con esattezza la dinamica e le responsabilità dello schianto. Gli agenti in quasi due mesi hanno ascoltato a sommarie informazioni gli amici dei due ragazzi per capire le abitudini dei due e quello che era avvenuto prima dell’incidente.
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Mai, però, è stato ascoltato ufficialmente il ragazzo, indagato per omicidio colposo. Del ventenne, all’epoca in possesso solo del foglio rosa, è rimasta solo una dichiarazione informale, quando in via delle Sorgenti arrivarono i soccorritori. «Non guidavo io», disse subito. Una dichiarazione che - osservando la dinamica dello schianto e la posizione dei corpi - non ha mai convinto fino in fondo gli investigatori. Adesso nel tentativo di eliminare questi dubbi, la giustizia ha chiamato in causa la scienza e in particolare la genetica.
Quello che dovrà fare l’esperta scelta dalla Procura - in parole povere - sarà isolare le tracce di dna rimaste imprigionate sul volante della macchina (l’auto è stata sequestrata e isolata subito dopo l’incidente) con quelle del ventenne per verificare se ci sia compatibilità. Potrà bastare - nel caso di un risultato positivo - per dimostrare che al volante c’era il ventenne?
In attesa di rispondere a questa domanda la genetista avrà sessanta giorni per completare l’incarico ricevuto e spedire in via Falcone e Borsellino il risultato degli esami. Non è escluso, però, che a questo accertamento scientifico ne segua anche uno tecnico per appurare la dinamica. Solo al termine di questa ulteriore parte di inchiesta, il pubblico ministero avrà in mano tutti i risultati investigativi che lo metteranno nelle condizioni di decidere se archiviare il caso oppure chiedere il rinvio a giudizio del ventenne.
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