Gioco
Due consiglieri del M5S più vicini all’opposizione
L’ex capogruppo Grillotti e Mazzacca presentano un atto anti-concordato che ricalca l’emendamento di Cannito: «Aumento di capitale vincolato e accordo coi creditori»
LIVORNO. I lavoratori sono ancora sul piede di guerra: piazza Cavallotti non è più piena di immondizia da ieri, ma i cassonetti sparsi in città sì. La tensione, insomma, si taglia con il coltello già da due giorni. E dopo la chiamata a raccolta degli attivisti di mezza Italia da parte del gruppo M5S e perfino di Luigi Di Maio e Beppe Grillo (“Tutti a Livorno”, hanno scritto, al grido di #NonPagoPerilPd), c’è da immaginare che stamani il clima in consiglio comunale non sarà dei migliori.
Difficile prevedere se e quale effetto avrà, al momento di votare, il pressing fatto dall’esterno e dall’interno sul gruppo di maggioranza dopo la clamorosa spaccatura di pochi giorni fa. Certo è che proprio ieri due consiglieri a 5 Stelle, Alessandro Mazzacca e Giuseppe Grillotti, hanno depositato un atto di indirizzo con cui prendono le distanze dalla giunta e dal resto del gruppo tracciando per Aamps una strada diversa dal concordato preventivo in continuità.
Ma i colpi di scena sono due: quell’atto ricalca quasi alla lettera l’emendamento che poche ore prima, venerdì sera, è stato scritto dal capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito. Per chiedere cosa? La sostanza è questa: «Aumentare il capitale della società per 7.847.000 euro nella misura di 3.200.000 entro il 15/12/2015, di 3.500.000 euro entro il 15/03/2016 e di 1.147.000 euro entro il 31/12/2016». Vincolando l’operazione «all'approvazione del piano industriale e ad un contestuale risanamento aziendale» (Cannito, più nel dettaglio, chiede di erogare «una prima tranche per permettere alla società di far fronte agli impegni immediati»).
Questo risanamento dovrebbe poggiare su una serie di presupposti, come la «ricontrattazione degli accordi sindacali di secondo livello», la «riorganizzazione del lavoro per diminuire il costo del servizio inhouse e prevedere servizi aggiuntivi redditizi», la «riorganizzazione della riscossione del credito con il potenziamento dell’ufficio riscossione Tari». Ma soprattutto dovrebbe arrivare dopo «l’apertura immediata di un tavolo di trattativa con tutti i creditori di Aamps per una ristrutturazione complessiva del debito già scaduto».
Insomma, nuova moratoria, che nelle speranze di Cannito e dei consiglieri in minoranza dei 5 Stelle, dovrebbe consentire di ridurre almeno in parte i drammatici tagli al bilancio comunale ipotizzati all’inizio dalla giunta, facendo scendere l’aumento di capitale da 10.7 a 7.8 milioni.
Se è difficile, per non dire impossibile, che gli assessori rivedano la decisione di e andare al concordato, chissà che tutte le opposizioni non finiscano per compattarsi sull’ipotesi due, che ora porta anche la firma di un pezzo di maggioranza. Che al momento ha i numeri risicatissimi: se davvero Mazzacca e Grillotti voteranno contro l’atto del sindaco e a loro si unirà Sandra Pecoretti, i consiglieri M5S resteranno in 16, più Nogarin (quindi 17). Dall’altra parte ci sono 16 consiglieri di opposizione, compresa la presidente del consiglio, Giovanna Cepparello, che di solito si astiene (ma non è detta l’ultima, Bl ieri si è riunito fino a tarda sera...).
I consiglieri M5S sanno di essere sotto i riflettori nazionali: vietato non essere in aula, complicato votare contro. Altrimenti, dal punto di vista politico, per il governo a 5 Stelle sarebbero guai.
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