Il Tirreno

Livorno

Truffa aggravata arrestato Tofani ex patron del Basket

diRiccardo Rimondi
Truffa aggravata arrestato Tofani ex patron del Basket

È ai domiciliari come la sorella: gli indagati sono in tutto nove per gli inquirenti sono stati emesse fatture false per 5,4 milioni

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LIVORNO. Sono stati arrestati ieri dai militari della Guardia di Finanza, nelle prime ore della mattina, perché considerati ai vertici di un’associazione per delinquere. Patrizio Tofani, ex presidente della Basket Livorno, e sua sorella Elisa Tofani: entrambi sono ai domiciliari. Il gip, Antonio Pirato, ha decretato anche l’obbligo di dimora a Livorno per una terza persona indagata.

Gli arresti di ieri arrivano a seguito delle indagini dei pm Luca Masini e Daniele Rosa, iniziate due anni fa in seguito ai controlli fiscali su due società livornesi: la Tecnosegnaletica (operante nel settore dell'assemblaggio e dell'installazione di cartellonistica stradale) e la Arboreservice (esercente l’attività di facchinaggio in ambito portuale), fallite nel 2013. Gli indagati, coinvolti a vario titolo in questa inchiesta, sono nove. Cinque di loro sono sospettati di far parte dell’associazione per delinquere (oltre ai fratelli Tofani, tre persone di fiducia impiegate come amministratori di diritto e/o soci di soggetti giuridici), altri quattro per averne supportato le attività.

Oltre all’associazione per delinquere, i reati contestati a vario titolo alle persone coinvolte riguardano la truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea e dell’Inps, l’emissione ed utilizzo di false fatture, l’occultamento e distruzione delle scritture contabili, il mendacio bancario, la bancarotta fraudolenta patrimoniale, societaria e documentale, la sottrazione al pagamento delle imposte, l’esibizione di falsi documenti.

Secondo gli inquirenti, l’associazione per delinquere è stata finalizzata, tra le altre cose, a ottenere dalla Regione 400 mila euro di finanziamenti comunitari finalizzati a favorire lo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione femminile. Per ottenerli (i contributipubblici sono a fondo perduto e vengono erogati nella misura del 50% dell'investimento ammesso), sempre secondo gli investigatori, il giorno prima erano state cedute le quote sociali a una donna che è tra gli indagati. Inoltre, erano stati presentati una documentazione e giustificativi di spesa falsi o irregolari per farli risultare conformi al bando di gara. Tutti gli indagati sono inoltre sospettati di emessione e utilizzo di fatture false (per l’importo di 5,4 milioni) per abbattere l’utile e compensare in maniera illecita i debiti Iva, attraverso prestazioni di servizio generiche o cessioni di beni mai avvenute.

A quattro dei cinque indagati per associazione a delinquere è contestata la bancarotta fraudolenta patrimoniale, societaria e documentale per il fallimento di Tecnosegnaletica e Arborservice. Fallimento richiesto dalla Procura, una volta attestato lo stato di insolvenza di circa 700 mila euro. Ad aggravare il dissesto economico, è questa la tesi degli inquirenti, sono state la simulazione di passività inesistenti, le registrazioni contabili fittizie e le distrazioni di denaro. Per occultare il volume degli affari e del patrimonio di alcune società le verifiche fiscali sarebbero state ostacolate con documenti falsi, con l’occultamento e/o distruzione di parte delle scritture contabili obbligatorie e condotte fraudolente sui beni per non pagare le imposte.

Patrizio Tofani è indagato anche per truffa aggravata nei confronti dell’Inps: secondo gli inquirenti, ha ottenuto un’indennità di disoccupazione di circa tremila euro, attestando falsamente di aver svolto lavoro dipendente. Inoltre, all’ex patron della Basket Livorno è contestato un episodio di mendacio bancario: per ottenere linee di credito, avrebbe presentato a due istituti false fatture per 140 mila euro.

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