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Livorno

Raspanti: c’è un problema di etica pubblica

«C’è un problema di etica pubblica: che un ente pubblico scarichi le sue inefficienze, gli errori politici sulla società civile, in questo caso sull'indotto dell'azienda non è una buona pratica»....

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«C’è un problema di etica pubblica: che un ente pubblico scarichi le sue inefficienze, gli errori politici sulla società civile, in questo caso sull'indotto dell'azienda non è una buona pratica». Così Andrea Raspanti (Bl) è intervenuto in aula durante la seconda commissione, annunciando la contrarietà del suo gruppo al concordato. «Questa del concordato è una scelta politica - ha aggiunto -. Non ci sono gli estremi, perché i tagli si possono fare. Andare davanti a un giudice e chiedergli di accogliere una richiesta di concordato preventivo quando il Comune aveva dimostrato di essere in grado di essere in grado di affrontare i tagli di ricapitalizzazione, significa avere grosse possibilità di vedersi bocciare la richiesta, con tutto quel che ne conseguirà».

«Il concordato andava fatto in un altro modo, convocando i creditori e concordando con loro una strada», ha detto Marco Cannito (Città Diversa).

Marco Valiani (Livorno Bene Comune) ha attaccato duramente il sindaco: «E’ vergognoso che il primo cittadino abbandoni l'aula quando i cittadini e sindacati stanno ancora parlando e facendo domande. Il sindaco mente: lunedì in consiglio comunale saranno portati 7.5 milioni di tagli. Oltre a mandare un'azienda a rischio fallimento votate 7.5 milioni di tagli? I soldi per Marzovilla c'erano, quelli per assumere 40 precari no».

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