Gioco
«Precari e indotto puniti»
Cgil durissima: «Il Comune si è lavato le mani da ogni decisione»
LIVORNO. «Una doccia fredda per i lavoratori, particolarmente per i precari che, adesso, vedono sfumare ogni prospettiva». È duro il giudizio della Cgil livornese dopo la decisione della giunta comunale di richiedere il concordato preventivo in continuità per l’Aamps. «La scelta di un salvataggio che incideva sul bilancio sociale - chiarisce Giovanni Golino, segretario generale della Fp - era una scelta che ci avrebbe visto contrari, ma, in ogni caso, l'amministrazione ha scelto la strada della macelleria sociale: Aamps fallirà se i creditori non dovessero essere tutti d'accordo a ridurre i crediti che vantano, anche nel caso in cui questa opzione si realizzasse, aziende come Cooplat, dalle quali i lavoratori aspettano ancora il Tfr, rischiano il fallimento. Questa scelta, inoltre, influirà sui lavoratori diretti di Aamps, che saranno penalizzati dal regime di amministrazione controllata».
Anche la Cgil confederale, con il segretario generale Strazzullo, interviene: «Il sindaco non aveva garantito il salvataggio di Aamps e dei 40 precari? Non aveva detto di avere un piano industriale che prevedeva l'estensione del porta a porta, la chiusura del termovalorizzatore e il mantenimento di un'Aamps interamente pubblica che non sarebbe mai confluita in RetiAmbiente?», si chiede il segretario e aggiunge. «E’ chiaro a tutti che, con la scelta del concordato, la giunta si lava le mani, dimostrando chiara incapacità di gestire situazioni complesse e ha la colpa di aver illuso la città e i lavoratori su obiettivi irrealizzabili».
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