Il Tirreno

Livorno

«Fateci tornare a lavorare nel bar»

di Rosanna Harper
«Fateci tornare a lavorare nel bar»

Il presidio degli ex addetti del buffet della stazione (ora in ristrutturazione e affidato ai francesi)

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LIVORNO. «Buffet per voi, lavoro per noi», «Voi potrete guadagnare, ma lasciateci lavorare». Sono le frasi, a firma “Lavoratori Buffet della Stazione”, che si possono leggere sugli striscioni che campeggiano in prossimità della stazione: vicino a ciò che, per il momento, resta del bar della stazione. I lavoratori sono riuniti in presidio, con i rappresentati del sindacato, per manifestare le incertezze riguardo il loro futuro occupazionale, legato alla volontà di riassorbimento da parte della nuova azienda che dovrebbe subentrare alla Gerba, la società francese Lagardére.

«Tutto parte a luglio – ripercorre la vicenda Sabina Bardi, segretario Uiltucs – con la chiusura del bar, dopo una serie di contenziosi fra il vecchio gestore, Gerba, e Centostazioni spa, che ha la gestione della stazione di Livorno. Tutto questo si ripercuote sui lavoratori rimasti a casa: una decina. Per non parlare delle conseguenze negative che la chiusura del bar ha portato nel periodo di massima affluenza stagionale: l’estate».

Mentre il presidio prende forma, diverse sono le persone in transito alla stazione che hanno sperato di entrare al bar, pensando che fosse sempre aperto, magari per prendere un caffè: sulla porta a vetri è rimasta la scritta “tirare”.

«Il bar – spiega Bardi – non ha chiuso i battenti per crisi aziendale, l'attività andava bene, i motivi riguardano il contenzioso fra Centostazioni e Gerba: è troppo facile scaricare tali problemi sui lavoratori, diversi dei quali, non tutti, in questo momento percepiscono la Naspi, che durerà soli due anni. Ci sono famiglie con figli, persone che non sono più giovanissime». Al Buffet della Stazione, come si può vedere dalla porta di ingresso laterale, da circa due mesi, spiega Bardi, procedono i lavori di ristrutturazione: Centostazioni, tramite una ditta di Follonica – spiega un operaio – ha fatto svuotare il locale, dove è stato messo l'impianto per il rilevamento fumo.

«Centostazioni – afferma Bardi – ha trovato una nuova gestione, la Lagardére, che ha in possesso i profili di tutti i lavoratori, impegnandosi a riassorbirli, ma per il momento è ancora tutto vago: la riapertura del bar, quasi sicuramente, ci sarà nei primi mesi del2016, ma ad oggi i lavoratori non sono stati contatti, e questo ci preoccupa. Chiediamo un incontro con le istituzioni, Comune, Provincia, Prefetto, con le forze politiche».

Lo sconforto tra i lavoratori è palpabile, considerate le procedure burocratiche per la disoccupazione, che alcuni percepiscono, ma la speranza di essere riassunti prevale. «Ho lavorato al bar per 16 anni, da quando avevo 19 anni – racconta Irene Maglieri, 39 anni. L'umore non è dei più alti, ma mi auguro di rientrare». Del medesimo avviso anche Francesca Borgiotti, 35 anni, al bar da 13 anni, Riccardo Sbarra, 45 anni, al bar da 11 anni, e Carmen Toma, 45 anni, al bar da 8. «Ci auguriamo di essere riassunti», dicono. «Dopo tanti anni di lavoro, siamo rimasti male del trattamento che ci è stato riservato, non abbiamo percepito neppure l'ultima mensilità lavorativa».

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