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Duecento studenti a lezione di legalità «No all’evasione»

di Carlotta Nigiotti
Duecento studenti a lezione di legalità «No all’evasione»

LIVORNO. Gli studenti lasciano i banchi di scuola e prendono parte al percorso formativo sulla legalità promosso dalla Camera di Commercio. Così il mondo della scuola, docenti e ben 210 ragazzi degli...

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LIVORNO. Gli studenti lasciano i banchi di scuola e prendono parte al percorso formativo sulla legalità promosso dalla Camera di Commercio. Così il mondo della scuola, docenti e ben 210 ragazzi degli isituti superiori della provincia di Livorno hanno raggiunto i locali della Camera di Commercio per seguire una lezione particolare intitolata: “La legalità attraverso la conoscenza e la consapevolezza economico finanziaria”.

Un confronto con le istituzioni per comprendere l’impatto che l’illegalità economica ha sul benessere del cittadino, avvilendo il lavoro, impoverendo il credito, svalutando gli investimenti e mortificando le imprese. Sul fronte dell’illegalità finanziaria parla Sergio Costalli, presidente della Camera di Commercio: «Si contano circa 150 - 200 miliardi di euro di evasione fiscale in Italia, per un asset finanziario globale di un milione di miliardi di dollari e un Pil mondiale di 75mila miliardi di dollari».

«Questo è un mondo che non funziona – afferma Giovanni Verugi, dell’Ordine dei commercialisti e contabili di Livorno – le regole date da norme e leggi dovrebbero essere scontate, eppure ce ne dimentichiamo. C’è un deficit di legalità nell’essere un popolo di individualisti che fa i propri interessi violando la legge, come evadere le tasse, detraendo risorse allo Stato che non investe più nei servizi. Un esempio è oggi il caso Aamps, in crisi perché in debito di 21 milioni che i livornesi non hanno versato con la tassa dei rifiuti».

Si inserisce nell’iniziativa la lezione-spettacolo “Brutti come il debito” di Massimo Melpignano, avvocato, e Antonio Cajelli, educatore finanziario. Una forma non convenzionale per parlare ai giovani di educazione economico finanziaria.

Toni ironici, beffardi, a tratti irriverenti, scanzonati ma consapevoli sono gli strumenti di comunicazione didattica perfetti per attrarre l’attenzione del pubblico. Un escamotage con cui mettere in guardia i contribuenti sulle “supercazzole finanziarie”, spiegano i due: «Vogliamo aiutare chi incappa in problemi di debito: famiglie che risparmiano una vita e un giorno si vedono pignorare ogni avere per un investimento sbagliato. Siamo impegnati contro il debito, questo è il nostro obbiettivo».

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