Il Tirreno

Livorno

Cambio in panchina del Livorno, con Spinelli non basta vincere

di Gianni Tacchi
Aldo Spinelli
◗
Aldo Spinelli

Da Donadoni a Panucci, passando per Acori e Gautieri: quanti esoneri nonostante la classifica

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ma quanto è difficile vivere sulla panchina amaranto? A volte non bastano neanche i risultati, neanche partenze importanti. Perché poi entrano in gioco altri fattori, l'umore di Aldo Spinelli in primis.
Christian Panucci non è il primo allenatore esonerato dal presidente con la squadra in alto, nelle prime posizioni o comunque in un momento non così nero della stagione. Chiedete pure a Roberto Donadoni, a Leonardo Acori o a Carmine Gautieri, allontanati in situazioni non drammatiche sotto il profilo della classifica. La stessa scena si è rivista quest'anno: Livorno partito per cercare una salvezza tranquilla e in zona playoff dopo una partenza da urlo (4 vittorie nelle prime 4 giornate), poi la frenata, qualche scelta poco convincente ed ecco l'esonero (via Panucci, dentro Bortolo Mutti).

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.12518763:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/sport/2015/11/27/news/in-sedici-anni-cambiati-25-tecnici-e-negli-ultimi-due-gia-8-ribaltoni-1.12518763]]


DONADONI E ACORI. In realtà il divorzio con l'attuale tecnico del Bologna, nel febbraio del 2006 con la squadra addirittura sesta in Serie A, arrivò tramite le sue dimissioni. Ma Spinelli lo aveva appena criticato in tv, un attacco esplicito che toccò l'orgoglio dell'allenatore. Il presidente lo avrebbe comunque mandato via in quel periodo, ma Donadoni non abbassò la testa e preferì lasciare dopo un colloquio con la dirigenza. E così toccò a Carlo Mazzone, all'ultima panchina della sua infinita carriera. «Fu una scelta sbagliata», il commento di Spinelli dopo un po' di tempo.
Fu invece fortunato il passaggio, nel 2009, da Acori a Gennaro Ruotolo, perché il Livorno riuscì a volare in Serie A: l'esonero arrivò prima dell'ultima giornata, con la squadra terza in classifica e già qualificata per i playoff, anche se reduce da un periodo negativo. Ruotolo guidò gli amaranto nei playoff, vinti grazie a uno stratosferico Diamanti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.12513258:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/sport/2015/11/26/news/spinelli-gioca-d-azzardo-cosi-ho-deciso-l-esonero-1.12513258]]


GAUTIERI E PANUCCI. Le altre due storie sono recenti e hanno fatto discutere. Anzi, stanno facendo ancora discutere. Gautieri venne allontanato alla fine del girone di andata della scorsa stagione, qualche giorno dopo la sconfitta interna col Pescara. Il suo Livorno era sesto in classifica, a -3 dalla Serie A diretta e a +1 sulla nona. 31 punti in 21 partite il suo bottino, una media di 1,48 a gara. Non abbastanza per essere confermato, non abbastanza per credere ancora in lui. Spinelli, spinto anche dal vento della tifoseria e da quel 4-3-3 mai amato all'epoca, affidò le chiavi amaranto a Ezio Gelain, promosso dalla Primavera.
E due mesi dopo a Panucci, appena esonerato. Anche lui in zona playoff, settimo per la precisione con 21 punti in 14 incontri (1,50 la media, leggermente più alta rispetto al tecnico napoletano). E l'ex terzino del Milan e della Roma, qualche giorno fa, aveva fatto proprio un paragone tra la sua squadra e quella di Gautieri: «La sua era una rosa diversa - le parole di Panucci prima di partire per Bari, una trasferta poi fatale - io ho tanti giovani e serve pazienza, anche se la qualità non manca». Ma alla fine l'epilogo è stato lo stesso, l'esonero in zona playoff.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web