Gioco
Il porto di Livorno ieri e oggi: La Stazione Marittima
La memoria del porto di Livorno nelle fotografie ritrovate da Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per conto dell’Authority.
Era il porto il bersaglio di buona parte dei 101 bombardamenti alleati che durante la seconda guerra mondiale hanno fatto di Livorno la “Dresda d’Italia”. Se a questo si aggiunge che i nazisti in ritirata hanno affondato navi e fatto esplodere mine per distruggere quel niente che restava si ha una pallida idea dello sforzo titanico che i nostri padri, nonni e bisnonni (ma anche madri, nonne e bisnonne) hanno compiuto per rimettere in piedi quanto vedete devastato nella foto amarcord della zona della Darsena Marittima. Siamo nel cuore della zona traghetti, e se ora non vede più lo specchio d’acqua al centro della foto è semplicmeente perché il nome è rimasto “Marittima” ma la Darsena non c’è più, è stata interrata e al suo posto è nata una stazione: la Stazione Marittima, appunto. L’exploit delle crociere negli ultimi 15 anni ha fatto passare un po’ in sordina che se Livorno è stabilmente fra i primi sette-otto scali passeggeri del Bel Paese lo si deve al fatto che da qui transita più di un milione e mezzo di vacanzieri ogni anno. Destinazione Corsica e Sardegna, salvo eventuali puntate nell’Arcipelago Toscano. Era stata l’intuizione dell’Azienda Mezzi Meccanici, un gigante da oltre 200 persone guidato da Beppe Batini e poi Franco Cecchetti, l’isola “bianca” nel porto “rosso”. Mai dimenticare quanto ha significato la trasformazione di un anonimo magazzino in un primo polo servizi per i passeggeri, anche come battistrada per la successiva apertura alle crociere: a cambiarne i connotati radicalmente fu in gran parte il personale interno grazie alle specializzazioni complementari di molti fra loro.
CON LE PAROLE DI CARLO GOLDONI (COMMEDIE) “A Livorno vi è il porto di mare, e una parte della città si chiama Venezia Nuova, perché vi sono alcuni canali. Là pure si remiga, cioè si voga, come dite voi altri, ma però in altra maniera”. “Eh! Lo so anca mi. I voga in drio scena a mo galioto”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google