Il Tirreno

Livorno

Il porto di Livorno ieri e oggi: La diga del Marzocco e la darsena Petroli

La memoria del porto di Livorno nelle fotografie ritrovate da Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per conto dell’Authority.

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Quegli operai che vediamo nell’immagine in bianco e nero a sinistra non sanno certo che stanno costruendo l’infrastruttura di protezione a mare che apre le porte a un secolo di prosperità del porto. Sulle mappe del porto c’è scritto “Diga del Marzocco” (probabilmente in onore dell’antica torre quasi sulla riva a nord della città) ma per tutti è il “Braccio del Vestrini”: non è una figura illustre da onorare come l’ammiraglio Inghirami al quale è intitolata la Darsena 1 bensì la dynasty di imprenditori fiorentino arrivati a Livorno per entrare in società con l’ingegner Barison per creare una fabbrica di auto, che invece poi ripiegherà sui grandi lavori marittimi lungo tutta la fascia costiera. La foto recente però ci spiega che questa diga dritta verso il mare aperto diventa lo “scheletro” attorno al quale costruire poi la Darsena Petroli, che in tandem con la vicina raffineria e la rete di depositi costieri tutt’attorno fanno di Livorno uno dei poli petrolchimici più importanti del Bel Paese: il fascio di condutture e i grandi serbatoi qui in primo piano ne sono l’emblema. Ma questo è un modello di sviluppo che in realtà ereditiamo dalla ricostruzione post-bellica se non addirittura dalle strategie di insediamento industriale degli anni ’30, la novità sta in quel che vediamo a sinistra del gruppo di tubazioni: nient’altro che un terreno acquitrinoso che sembra il regno del nulla. Sbagliato: è la prima vasca di colmata, cioè il luogo dove sono stati sversati i fanghi dragati dai fondali del porto, e rappresentano il cuore della (futura) espansione a mare per dare un futuro al porto. E alla città.

CON LE PAROLE DI ENRICO MATTEI (SCRITTI E DISCORSI) In particolare, la produzione di lubrificanti di tipo selettivo ad alto indice di viscosità e di paraffine bianche cristalline, finora per la maggior parte importate, è una caratteristica della raffineria di Livorno, che la pone all’avanguardia delle raffinerie italiane.

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di Redazione web