Gioco
Il porto di Livorno ieri e oggi:La Darsena Toscana
La memoria del porto di Livorno nelle fotografie ritrovate da Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per conto dell’Authority.
La Darsena Toscana si nota anche da lontano per l’inconfondibile silhouette della fila di gru Paceco gialle allineate sulla sponda ovest lungo la banchina del terminal Tdt (e, detto per inciso, sulla sinistra, nella foto recente, si nota che della seconda vasca di colmata è stato realizzato l’argine ma non ancora il riempimento). E’ curioso il raffronto con la veduta aerea in bianco e nero, risalente presumibilmente agli anni ’30, che mostra cosa c’era là dove ora è presente il principale terminal contenitori del porto. Ecco che la nuova zona industriale a un passo dal mare e a nord del porto ha già richiamato 75-80 anni fa l’insediamento dei primi depositi costieri in una zona che ne moltissimi ne vedrà sorgere (e molti sono tuttora esistenti, magari in una localizzazione spostata verso l’interno). Non fatevi distrarre dall’elemento visivo più evidente: quella strada che corre lungo la sponda e poi fa un gomito. No, nell’inquadratura più vecchia bisogna guardare l’altra sponda, quella a est. In mezzo scorre il Canale dei Navicelli, una sorta di “bretella” d’acqua realizzata dai Medici nel Cinquecento, prima ancora che Livorno diventasse ufficialmente città, per fare davvero di Livorno il porto di Firenze e del Valdarno. Come? Collegando con un canale l’Arno (navigabile) al porto di Livorno. Ecco che, parecchi secoli più tardi, la sponda est dei Navicelli diventa il profilo della sponda est della Darsena Toscana: va detto anche che in passato i fondali erano tutt’al più un quarto dei 13 metri attuali. La Darsena viene creata in pratica allargando il canale e scavando la terra – là dove dopo la guerra si insedierà la stazione radio del comando americano – che viene sversata all’esterno lato mare.
CON LE PAROLE DI ITALO CALVINO (FIABE ITALIANE) Il mercante disse: “Io ora parto per Livorno per vedere di recuperare quel che mi spetta. Cosa volete che vi porti in regalo?”. Dice l’Assunta: “Io voglio un bel vestito di seta color d’aria”. E Carolina: “A me invece portatemene uno color di pesca”.
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