Gioco
Il porto di Livorno ieri e oggi: Gli Scali Novi Lena e la Darsena Nuova
La memoria del porto di Livorno nelle fotografie ritrovate da Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per conto dell’Authority.
A parte il colore, lo specchio acqueo sembrerebbe quasi lo stesso. E’ al cielo che conviene guardare: il susseguirsi di gru che nella foto anteguerra contraddistinguono l’area del Cantiere Orlando sparisce nell’immagine accanto, dominata invece dai nuovi fabbricati della Porta a Mare (in costruzione o già ultimati). E’ l’indizio della grande mutazione che il paesaggio marittimo-portuale ha avuto negli ultimi anni fra terra e acqua, in uno spazio urbano che nessuno di noi ha conosciuto con altra destinazione che non fosse quella industriale, visto che gli Orlando, dynasty garibaldina amica dell’Eroe dei Due Mondi, hanno impiantato lì lo stabilimento alla metà dell’Ottocento. Del resto, a chiudere la prospettiva di questo ritaglio di mare c’è, accanto allo scalo Umbria, la sagoma di una delle tante navi varate dallo stabilimento cantieristico, che in quegli stessi anni avrebbe varato il “Tashkent”, il cacciatorpediniere della Marina militare sovietica costruito in una fabbrica dell’Italia fascista alla vigilia della guerra. Nel frattempo, si sono moltiplicate le imbarcazioni da diporto ormeggiate davanti alle cantine sotto il piano stradale di scali Novi Lena. Detto per inciso, la strada è stata allargata per sopportare il traffico, ovviamente ben più intenso a distanza di ottant’anni: ma l’asfalto della carreggiata di fine anni ’30 era omogeneo, al contrario quello attuale mette in mostra larghe toppe nel manto stradale.
CON LE PAROLE DI GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO (LA DERIVA) Prendi la Spagna. Mentre noi tagliavamo [gli investimenti] - spiega Bruno Dardani - loro in soli due anni, 2007 e 2008, hanno deciso di investire sui porti quasi tre miliardi di euro. Risultato: loro sono in vertiginosa ascesa, noi sommando tutti e sette i principali porti italiani catalogati dall’ufficio statistico di Amburgo (Gioia Tauro, Genova, La Spezia, Taranto, Livorno, Venezia e Trieste) arriviamo a movimentare 7.818.974 container. Cioè poco più della sola Anversa e 2 milioni in meno della sola Rotterdam. O se volete un terzo del solo porto di Singapore.
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