Il Tirreno

Livorno

Corsa contro il tempo per salvare Aamps

di Giulio Corsi
Corsa contro il tempo per salvare Aamps

I tagli, il mutuo, il concordato: ecco le ipotesi Rischio mannaia su asili e bus, maggioranza incerta

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LIVORNO. L’aveva detto il sindaco Nogarin: «La città pagherà caro il dover conferire ancora soldi a questa partecipata». Così sarà: il salvataggio di Aamps costerà a Livorno e ai livornesi tagli dolorosissimi, che oggi pomeriggio la giunta dovrebbe mettere nero su bianco in una delibera che sarà discussa domani dalla commissione bilancio e che il consiglio comunale si troverà ad approvare o meno lunedì.

L’abbiamo scritto mille volte: 10.7 milioni (oltre ai 35 milioni annui di Tari) sono i soldi di cui Aamps ha bisogno da qui al giugno 2016 per evitare di finire in default, come ha detto chiaramente il presidente del collegio dei revisori Carpano. Trovarli comporterà una sforbiciata su servizi essenziali.

La lista che pubblichiamo qua sopra - sulla scorta della decisione di giunta numero 313 - è drammatica.

«La sua redazione è soltanto tecnica, sono tagli lineari, che saranno rivisti in fase di bilancio previsionale», frena la vicesindaco Stella Sorgente.

Di fatto però lo specchietto di questi tagli - nonostante gli spostamenti che potranno esserci da una casella all’altra - rende benissimo l’idea di che cosa potrà accadere l’anno prossimo, quando l’azione del Comune subirà una vera e propria mutilazione.

E’ per questo che nelle ultime ore il mal di pancia di una parte del gruppo consiliare di maggioranza è peggiorato e ieri pomeriggio non appariva affatto scontata l’approvazione del piano.

Non è un caso dunque che la giunta stia lavorando ad una serie di piani alternativi, «una rimodulazione della ricapitalizzazione», come la definisce l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti. Tra questi non c’è solo l’eventualità del ricorso da parte di Aamps all’aiuto delle banche per 2.9 milioni. C’è anche l’idea di «una immissione di capitale in tempi diversi, che potrebbero arrivare fino anche al 2017, considerando che dei 10.7 milioni che servono, quattro sono di investimenti», aggiunge Lemmetti.

L’assessore al bilancio non dice di più, ma si sa che nelle stanze di palazzo civico si sta lavorando per capire il tipo di ricaduta anche di un’altra ipotesi: il concordato in continuità.

D’altra parte siamo arrivati ai titoli di coda di una storia - quella della ricapitalizzazione iniziata un anno fa con la richiesta di 10 milioni da parte dell’allora dg Fommei, e lunedì se il consiglio comunale non darà il via libera ai tagli e alla conseguente ricapitalizzazione, l’assemblea straordinaria dei soci del giorno dopo finirà in una corsa tra il presidente di Aamps Iacomelli e il presidente del collegio dei revisori Carpano a chi arriva prima in via del Larderel, nell’ufficio del giudice fallimentare.

In caso di salvataggio invece, l’impatto sulla macchina comunale sarà durissimo. Basta vedere lo specchietto qua sopra. Tutti i settori saranno colpiti. Uno dei colpi più pesanti potrebbe essere dato al servizio degli asili comunali: mezzo milione potrebbe essere tolto alle scuole d’infanzia e 453mila euro agli asili nido. I servizi per anziani subirebbero una riduzione di 363mila euro, il diritto alla casa un taglio di 150mila euro (su un budget 2016 di 538mila euro).

Mezzo milione di euro sarà tolto al trasporto pubblico locale, già colpito quest’anno da 400mila euro di tagli. Che cosa significa? Di fatto potrebbe essere cancellato il servizio di trasporto scolastico e la linea H, finanziati totalmente dal Comune. O magari potrebbe essere la spinta decisiva alla riapertura di via Ricasoli ai bus, più volte proposta dall’assessore in virtù di circa 120mila euro di risparmi che consentirebbe. Ma servirebbero altri 380mila euro di risparmi su un servizio già all’osso.

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