Il Tirreno

Livorno

Arrestato il falso avvocato che ha derubato anziani in città e in tutta Italia

Il truffatore arrestato
◗
Il truffatore arrestato

A Livorno aveva raggirato due persone con la scusa: paghi o suo figlio va in carcere. Si cercano i complici

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il (falso) avvocato Molinari era in realtà un sessantenne truffatore napoletano professionista che risponde al nome di Luigi Pecoraro. E’ stato arrestato nella giornata di mercoledì 25 subito dopo aver commesso una truffa a Lucca da Polizia e Carabinieri di Livorno in collaborazione con i colleghi di Lucca.
Le forze dell'ordine livornesi erano sulle sue tracce già dal pomeriggio del 24 novembre, quando l’uomo aveva appena consumato una truffa a Livorno, nella zona di Ardenza riuscendo  a portare via circa 2.700 euro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12507635:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/25/news/suo-figlio-ha-avuto-un-incidente-truffata-un-anziana-1.12507635]]

Il modus operandi era sempre lo stesso ovvero, l’uomo con l’aiuto di un complice contattava le vittime scelte con cura tra donne sole o coppie di anziani con figli adulti e, presentandosi come maresciallo dei carabinieri, affermava nel corso di una telefonata concitata che uno dei figli delle vittime aveva avuto un brutto incidente stradale e che per “tirarlo fuori dai guai” era necessario sborsare un’ingente somma di denaro in contante.

Il sedicente maresciallo concludeva dicendo che avrebbe mandato in casa delle vittime un avvocato a ritirare la somma necessaria a salvare il figlio della vittima. Dopo pochi minuti si presentava il sedicente avvocato Molinari che con l’abilità oratoria del truffatore navigato, riusciva a farsi consegnare dalle vittime, preoccupatissime per la sorte del figlio, tutto il denaro contante o i monili in oro  custoditi in casa,  per poi dileguarsi velocemente.

Il maresciallo per carpire la fiducia, con uno stratagemma riusciva anche a vincere la ritrosia delle vittime più attente, riuscendo a far credere loro di poter chiamare il “112”  dal proprio telefono di casa per mettersi in contatto con il maresciallo che dall’altro capo del telefono confermava che effettivamente il figlio della vittima si trovava in caserma e aveva bisogno di denaro contate per evitare guai con la giustizia.

Nella mattina di mercoledì 25 il finto avvocato, vestito di tutto punto – giacca, cravatta e cappotto nero - è stato visto aggirarsi tra le villette di una zona residenziale di Lucca. Dopo pochi muniti sulla linea di emergenza della questura giungeva la telefonata di una donna avvilita che affermava di essere stata truffata da un sedicente avvocato. Era il segnale per le pattuglie delle forze dell’ordine, impegnate in un servizio di appostamento, per mettersi sulle tracce dello stesso e quindi dopo pochi minuti fermarlo in via Pesciatina a Lucca a bordo dell’auto che aveva utilizzato anche per la truffa a Livorno in data 24 novembre.

L’uomo era ancora in possesso dei  2.800 euro sottratti alla vittima a Lucca.

Nell’alloggio di un residence che il sedicente avvocato occupava nella zona di Cecina, custodiva nella cassaforte tutto il bottino della truffa consumata all’Ardenza,  ossia 2.700 euro in 27 banconote da 100 euro. Quindi veniva arrestato e condotto nel carcere di Lucca a diposizione dell'autorità giudiziaria.

Le indagini proseguono e sono volte ad individuare i complici del Pecoraro e le eventuali altre vittime.   

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web