Gioco
Appalti Eni, si apre un nuovo fronte
In commissione il caso Serlog. I sindacati: «Clausole sociali per arginare lo tsunami». Convocati Palumbo e la raffineria
LIVORNO. «I cambi di appalto nell’indotto dell’Eni si stanno trasformando in una lotteria di posti di lavoro e Livorno non può permetterselo: le istituzioni e la politica ci aiutino a creare un argine allo tsunami». Ieri pomeriggio la vertenza della Serlog è approdata sui banchi della terza commissione presieduta da Daniele Galli (M5S).
I sindacalisti Giuseppe Gucciardo (Filt Cgil) e Marco Porciani (Confsal) hanno ripercorso le tappe che nel cambio di appalto nell’area logistica (magazzino) hanno portato alla perdita di sette posti di lavoro. Nel passaggio dalla Serlog alla Iss Palumbo, che si è aggiudicata la gara «a prato verde», come ripete Gucciardo, il numero di addetti, che erano già in solidarietà, è sceso infatti da 25 a 18. E per ora i 18 superstiti, che hanno già firmato il licenziamento, hanno davanti un contratto di sei mesi, in vista di una riassunzione con il Jobs Act e con una busta paga ben più leggera: «Circa 400-500 euro in meno a lavoratore, con il passaggio dal contratto nazionale al multiservizi», fanno sapere i sindacati.
È chiaro che la preoccupazione non si ferma al caso Serlog: «Nei prossimi mesi almeno altri 200 lavoratori saranno interessati da possibili cambi di appalto, servono clausole sociali nelle gare o si rischia una macelleria», ripetono dal fondo della sala i lavoratori.
«Alla gara per il magazzino di logistica dentro la raffineria – ricostruisce Gucciardo – hanno partecipato vari competitor, alla fine ad assicurarsi l’appalto è stata la Iss Palumbo, che ha sempre detto di esserselo aggiudicato “a prato verde”, senza alcun vincolo, con la possibilità di assumere alle condizioni che voleva, le persone che voleva. Questo è stato l’approccio alla trattativa. Abbiamo chiesto la salvaguardia dei posti di lavoro, della tipologia di contratto». «Ma Livorno – usa queste dure parole – è un bacino di disperati e le imprese fanno shopping...». «Quando la trattativa è diventata aspra – riferisce – l’azienda ha frantumato il fronte dei lavoratori, chiamandoli a uno a uno, facendo leva sulle comprensibili paure di chi deve mantenere una famiglia. Oggi sono i lavoratori della Searlog a pagare il prezzo di una deregolamentazione selvaggia sugli appalti, ma nel bacino della raffineria ogni due mesi scade un appalto: dobbiamo mettere un freno a questa giungla o il conflitto sarà spostato sempre più in basso».
Parole simili da Porciani (dirigente regionale Confsal) che chiede in generale una «barriera ragionevole contro questo tsunami che riesce a mettere contro gli stessi lavoratori, creando di fatto lavoratori di serie A e di serie B. Eni (che è la ditta appaltante) evita confronti riducendo la questione a ordinaria amministrazione. Più che a un passaggio di appalto sembra di assistere a una condanna. Chiediamo aiuto alle istituzioni perché si possano creare piattaforme di accordo territoriale che prevedano la clausola di salvaguardia».
Il capogruppo M5S, Alessio Batini, ha chiesto di convocare in commissione direttamente Palumbo. Il collega Valter Sarais ha evidenziato che è Eni la stazione appaltante, e che «Eni è partecipata dallo Stato...». Marco Bruciati (Bl) ha proposto una mozione simbolica, firmata da tutte le forze politiche, per chiedere il reintegro dei lavoratori rimasti a piedi. D’accordo sia Marco Valiani (Lbc) che Marco Martelli e Jari De Filicaia (Pd). De Filicaia ha chiesto all’assessora Francesca Martini e ai rappresentanti delle forze politiche «una battaglia perché Eni inserisca le clausole sociali nelle gare», attraverso un tavolo sia con Eni che con il Comune di Colle. Il consigliere Pd non ha risparmiato una tirata d’orecchie anche ai sindacati («occhi aperti e tempestività, è complicato chiedere aiuto quando la gara è già stata fatta») e alla ditta, che comunque si è aggiudicata regolarmente un bando: «Palumbo è un imprenditore conosciuto e preparato, è diventato da poco anche presidente di Confcommercio, una richiesta di interlocuzione e di responsabilità è dovuta».
Si associa sia alla mozione congiunta che alla richiesta di convocazione di Palumbo, l’assessora Martini, che chiede di invitare in commissione anche i rappresentanti di Eni e di Confindustria «per mettere in piedi un percorso di adesione al protocollo di legalità sugli appalti (in quel caso pubblici) che sta predisponendo il Comune».
(j.g.)
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