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Abusivismo, furti e rapine: l'incubo degli imprenditori livornesi
Peggiora la percezione della criminalità tra gli operatori del territorio: lo rivela l'indagine di Confcommercio
LIVORNO. Abusivismo, contraffazione, usura si sentono sempre meno sicuri nel loro lavoro. Questa la percezione dei commercianti di Livorno e provincia: la sensazione di un peggioramento coinvolge il 38% degli imprenditori. Il dato emerge dall'indagine realizzata da Gfk Eurisko per conto della Confcommercio nazionale presentata nei locali della Camera di Commercio. Lo studio, che ha preso in analisi le dichiarazioni di circa 6800 imprese italiane del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, è stato realizzato dal 15 settembre a fine ottobre. I numeri sono precisi. «Da noi ancora il 62% degli imprenditori ritiene che la situazione sia ferma rispetto agli altri anni- osserva il presidente della Confcommercio Andrea Palumbo- ma il dato del 38% è significativo (quello nazionale è al 32%, ndr), il sentimento degli imprenditori del terziario, che vivono a contatto con i cittadini, riflette l'umore generale delle persone».
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Imprese e disagi. Tra i reati in crescita secondo i commercianti locali l' abusivismo (un problema per il 66% degli intervistati contro il 46% della media regionale), i furti e la contraffazione. Seguono rapine (34%), tangenti negli appalti (22%) e usura (17%). Significativo il dato sull'estorsione: solo per il 3% degli intervistati sarebbe in crescita, contro il 17% della media nazionale. Tra i disagi segnalati la presenza di venditori abusivi (80%), di nomadi (73%), di negozi sfitti (49%), di tossicodipendenti (33%), di spaccio (24%), di edifici abbandonati (13%) e di case occupate (10%).
Ci si protegge in proprio. L'86% degli intervistati dice di ricorrere a misure di sicurezza per tutelare la propria impresa: il 48% dei livornesi ricorre alla vigilanza privata e alle assicurazioni (rispettivamente 22% e 36% nella media nazionale) e il 27% al mezzo della denuncia, contro il 20% nazionale. Si serve di telecamere il 46% dei commercianti, contro il 50% della media nazionale.
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Collaborazione con le forze dell’ordine. Lo studio prende in considerazione le iniziative di contrasto all'illegalità chiedendo agli intervistati quali sono ritenute più efficaci: i commercianti livornesi si dimostrano più sensibili, rispetto ai connazionali, alla collaborazione con le forze dell'ordine (la ritiene necessaria il 20% contro il 19%) e agli interventi degli enti locali per la polizia locale (20% vs 15%) rispetto alla protezione del territorio delle forze dell'ordine (57% vs 62%). Per il 44% degli intervistati le leggi che contrastano la criminalità sono inefficaci, mentre il 68% è favorevole all'inasprimento delle pene (per il 44% i condannati non scontano realmente la pena).
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