Toscana
Appalti Eni, licenziamenti alla Serlog
Assemblea del sindacato Confsal, la Cgil oggi proclama otto ore di sciopero
LIVORNO. Si fa incandescente la situazione degli appalti alla raffineria Eni: dopo le proteste nei mesi scorsi per il fatto che alcuni appalti erano stati vinti da nuove ditte, adesso è il turno della Serlog, una società di servizi logistici che si occupa di magazzino. Ad alcare il tiro era stato nei giorni scorsi il sindacato Confsal sottolineando che la mancanza della clausola di salvaguardia che obbliga alla riassunzione dei lavori precedentemente impegnati in quell’appalto, la società del gruppo Palumbo risultata aggiudicataria aveva confermato solo 18 dei 25 addetti e l’aveva fatto preannunciando che sarebbero stati riassunti con modalità tali da ricevere «salari non più attorno a 1600 euro mensili bensì sui 1100 seguendo le modalità del Jobs Act», dicono dal quartier generale di Confsal con assemblea e volantinaggio Dunque – si afferma – sette lavoratori a casa, peggiori condizioni salariali per chi è assunto e la prospettiva comunque di rischiare di cedere il passo a ragazzi con formule contrattuali ancora più precarie.
Sulla vicenda c’è anche l’annuncia della Cgil che per oggi proclama 8 ore di sciopero.
«Prima che Serlog perdesse l'appalto i 25 lavoratori erano già in regime di solidarietà - chiarisce Giuseppe Gucciardo, responsabile del settore merci e logistica della Filt Cgil provincia di Livorno - ma le proposte dell'azienda che ha vinto l'appalto sul riassetto del servizio sono risultate da subito irricevibili»".
Organico ridotto della metà e cambio di contratto, con il passaggio dal contrattodella logistica al multiservizi «La trattativa è stata accompagnata da diverse mobilitazioni dei lavoratori - prosegue Gucciardo - e il tavolo di trattativa si è irrimediabilmente rotto quando l'azienda ha unilateralmente convocato i lavoratori a uno a uno, violando le corrette relazioni sindacali e lasciando a casa 7 lavoratori».
Una situazione inaccettabile per il sindacato che si trova, ancora una volta, a fronteggiare le complicazioni derivanti dai cambi appalto, durante i quali i lavoratori sono sempre più inermi di fronte agli imprenditori che subentrano "Abbiamo incontrato il coordinamento delle ditte dell'indotto - chiarisce Gucciardo - e abbiamo riscontrato il sostegno e la disponibilità di tutte le categorie a sostenere la nostra vertenza, soprattutto per una questione di dignità del lavoro, che le modalità di questo cambio appalto stanno mettendo a repentaglio". Già da giovedì inizieranno le mobilitazioni dei lavoratori delle ditte dell'indotto, a cui faranno seguito anche quelle dei dipendenti diretti della Raffineria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google