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Raggiro al concerto dei Negramaro: «Non è stata pagata la Siae»
Livorno, il legale rappresentate della società “Oltre lo spettacolo” imputata per truffa e falso: 20mila euro non versati
LIVORNO. Un raggiro da ventimila euro dietro al concerto dei Negramaro (la band è estranea ai fatti) che si è svolto al PalaLivorno la sera del 9 maggio 2012 e al quale hanno partecipato oltre seimila spettatori. Ad essere truffata - secondo l’accusa - è la Siae, società italiana degli autori ed editori che non ha mai riscosso i diritti delle canzoni che sono state eseguite durante lo show. A processo con l’accusa di truffa aggravata e falso è finita un’imprenditrice (difesa dagli avvocati Nicola Giribaldi e Lorenzo Vatteroni), 49 anni, rappresentante legale dell’associazione “Oltre lo spettacolo”, l’agenzia che organizzò il concerto.
Si legge sul sito dell’associazione, fermo al 2012, riguardo alla presentazione dello show di Giuliano Sangiorgi e company: «Dopo i sold-out della scorsa stagione - è l’annuncio - riparte il nuovo “Casa 69 tour” 2012. I Negramaro hanno preparato una nuova scaletta per questo nuovo tour che è avvolta nel mistero, ma siamo sicuri che sapranno nuovamente emozionarci come sempre hanno fatto. L’unico modo per scoprirlo - era la conclusione - è non mancare a questo evento».Bene, per far sì che il concerto andasse in scena, l’imputata avrebbe però falsificato il bonifico da 20mila che sarebbe dovuto finire sul conto della Siae.
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Al centro del processo c’è proprio il bonifico che l’associazione ha presentato alla società e che in un secondo momento si è rivelato carta straccia. A dare il via all’indagine alla fine del 2012 la denuncia presentata dalla stessa Siae. Martedì 24 novembre davanti al giudice Carlo Cardi, sono sfilati i testimoni della parte civile, tra questi anche Marco Giovannetti, allora direttore della sede Firenze della Siae. «Si tratta - ha spiegato riferendosi alla normativa che regola il pagamento dei diritti - una pratica normale da sportello. La società ha compito rilasciare permesso per intrattenimento ma una delle condizioni da parte di chi la richiede è dare garanzia a livello bancario oppure attraverso un deposito cauzionale».
Agli atti del procedimento è finita anche una dichiarazione di Banca Unicredit nella quale l’istituto ha disconosciuto il bonifico. Sempre nell’udienza di ieri è stato ascoltato anche l’ex direttore dell’agenzia di Ardenza di Unicredit. «Ricordo - ha spiegato - che emersero dubbi sulla bontà del bonifico ma non so dire come venne controllata l’autenticità del documento». La prossima udienza è stata fissata per il prossimo undici marzo quando saranno ascoltai i testi del pubblico ministero.
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