Il Tirreno

Livorno

Quattro denunce per la rissa

Quattro denunce per la rissa

Individuati alcuni giovani protagonisti dei vandalismi in via della Madonna

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LIVORNO. Sono stati individuati, a poco più di un mese di distanza, alcuni giovani responsabili dei danneggiamenti alle auto e al portone di ingresso di uno dei condomini di via della Madonna, all'altezza del pub La Strega.

Si tratta di quattro livornesi: due di loro hanno 17 anni, uno ne ha 19 e il quarto ne ha venti. Tutti e quattro sono finiti nei guai per rissa, schiamazzi e lancio di oggetti verso i balconi dei palazzi.

Gli episodi di cui i quattro si sono resi protagonisti risalgono allo scorso 17 ottobre: dopo avere avviato un’intensa e aver condotto una capillare attività d’indagine, la Questura è riuscita a risalire all’identità di alcuni tra gli autori di disordini avvenuti durante quel sabato sera, che sono stati denunciati per rissa e danneggiamenti.

In quell'occasione alcuni dei condomini, esasperati, lanciarono secchiate d’acqua dalle finestre addosso alla folla dei giovani urlanti, radunata di fronte al locale La Strega. Le persone che si trovavano in basso risposero lanciando ogni genere di oggetti all’indirizzo dei balconi sovrastanti, arrivando a danneggiare il portone di ingresso del condominio del civico 50.

I responsabili dei reati sono stati individuati in un gruppo di giovanissimi, tre in tutto, avventori del bar “La Strega" appunto, che per ragioni futili avevano iniziato a discutere animatamente con alcuni loro coetanei.

L’atteggiamento molesto dei tre ragazzi aveva scatenato una furibonda rissa tra gruppi di giovani tra la via della Madonna e la via dei Pescatori, dove i gruppi contrapposti si sono fronteggiati per alcuni minuti.

La lite ha svegliato dal sonno i condomini dei palazzi vicini, che si sono affacciati alle finestre per urlare ai giovani di smettere, preoccupati per le conseguenze della situazione che poteva sfuggire al controllo. I condomini hanno assistito anche al danneggiamento di alcune auto in sosta e hanno subito chiamato la polizia.

I giovani, noncuranti, hanno continuato a fronteggiarsi. A ricostruire minuziosamente gli eventi è stato il personale della squadra mobile che, nelle moltitudine di avventori del locale, è riuscito ad individuare i violenti, già noti per alcuni trascorsi legati ad altre risse.

È stato individuato anche uno dei giovani che si sono resi responsabili del lancio di oggetti contro i condomini dei palazzi vicini. Anche lui è un livornese ed è noto per i suoi trascorsi ma, nonostante questo, le sue generalità non sono state rese note dalla Questura.

Al vaglio degli inquirenti c’è anche la posizione del residente che, perdendo le staffe per i rumori molesti, cercando di sedare i disordini ha gettato acqua sulla folla, scatenando la reazione scomposta dei giovani e il conseguente lancio di oggetti.

Dopo quella notte di far west in pieno centro, il pub La Strega, da anni al centro delle polemiche per le numerose risse avvenute nel corso di più notti della movida livornese, è stato chiuso per un mese dal questore, per motivi di “ordine pubblico e sicurezza”.

I disagi per i residenti, però, sono continuati anche nel corso delle settimane successive, soprattutto nei week-end: sono infatti i sabati sera il maggior motivo di preoccupazione per gli abitanti della Venezia, che si trovano a dover fare i conti con l’attrattività del quartiere per la movida livornese.

Una settimana dopo, la sera del 24, si sono infatti registrati altri disordini, simili a quelli di una settimana prima e sempre davanti alla Strega: quella volta, secondo le testimonianze dei residenti, circa trecento giovani si sono ritrovati per bere di fronte al locale. Dopo un po’, hanno iniziato a rivolgere insulti all’indirizzo del balcone da cui, una settimana prima, era partito il secchio che aveva colpito un’auto sottostante.

Anche in quel caso, nel giro di pochi minuti, la situazione è nuovamente degenerata: è scoppiata un’altra rissa, nel corso della quale un giovane è rimasto a terra. Ma quando la polizia, chiamata a intervenire, è arrivata sul posto, tutto era già tornato alla normalità: i giovani si erano calmati, quasi che nulla fosse successo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

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