Il Tirreno

Livorno

Lorenzo show con l’abbraccio del PalaModì

di Jimmy Morrone
Lorenzo show con l’abbraccio del PalaModì

Jovanotti al debutto con la tournée nei palasport strega i settemila presenti. E dice: «Boia dé Livorno, senti che sound!»

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Peneri bianchi che si illuminano come le luci dell’albero, occhialoni da sci, pantaloni attillati borchiati, calze fucsia e scarpe laccate. Entra di corsa con la band e intona “E non hai ancora visto niente”. Già, è proprio così: perché in oltre due ore di concerto i settemila del PalaModì godranno di uno show dalle mille sfaccettature. E Jovanotti cambierà mille abbigliamenti. «Sono strani giorni ma noi continuiamo a fare ciò che ci piace. Scrivo sempre più canzoni d’amore perché oggi è l’unica cosa che conta».

È il debutto nei palasport, dopo la data zero di Rimini. Lui è inafferrabile, si dimena tarantolato: il palco è casa sua. 26 brani elettronici acustici e funky, energia a palate, e chicche per i fan come la premiere live del nuovo singolo “Pieno di vita”. Oppure il siparietto ideato per “Musica”, dove Lorenzo torna deejay e regala un travolgente set.

E poi la scenografia alle spalle. Enorme, esagerata, eccitante. Uno spettacolo nello spettacolo, con immagini inedite e innovativi giochi visivi grazie a laser e schermi tecnologici. In “Mi fido di te” Jovanotti appare sospeso su una corda, mentre durante “L’estate addosso”si lancia in un «Boia de’ Livorno senti che sound!». C'è poi un omaggio all’amico Valentino Rossi in «È la scienza bellezza». “Gli immortali” diventerà un film, su Sky dal 4 dicembre.

Fin dal pomeriggio Lorenzo aveva acceso gli entusiasmi, con un tweet («bella giornata a Livorno, stasera il palapuppa danzerà») con cui denotava una buona conoscenza della città.

Lorenzo è un artista di stampo darwiniano. Ha intercettato i mutamenti del microclima musicale, si è gradualmente affrancato dal nickname Jovanotti e infatti oggi lo show e l’album si chiamano Lorenzo 2015. E poi come ripete il signor Cherubini, lui è un quasi cinquantenne (blasfemo dire ne dimostra 15 meno?) che guarda avanti e mai indietro. L’evoluzione si compie nel lasciare da parte la nostalgia. In quest’ottica, “Penso positivo” e “Ragazzo fortunato” arrivano alla fine dello show, in una versione riarrangiata e attuale, come linguaggio universale di felicità traslato in un luogo senza tempo dove l’artista ci vuole condurre.

«La cosa che mi sta a cuore è far divertire la gente, portarla via dalle preoccupazioni, infondere coraggio e allegria». Se questa è la tua missione, caro Lorenzo, stasera hai centrato al cuore l’obiettivo. E domani e mercoledì si replica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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