Il Tirreno

Livorno

«Datemi tutti i soldi o vi ammazzo»

di Francesca Suggi
«Datemi tutti i soldi o vi ammazzo»

Tre ragazzi dai 13 ai 15 anni minacciati e rapinati in piazza Attias: l’uomo è fuggito con 20 euro. C’è l’identikit

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LIVORNO. «Sono appena uscito di galera, datemi i soldi sennò vi ammazzo». Lui è un livornese intorno ai 30 anni, le vittime di queste minacce sono ragazzini dai 13 ai 15 anni. Succede in piazza Attias, a pochi metri di distanza dai negozi.

A quell'ora il centro è affollato di gente che fa shopping e di tanti giovani che si ritrovano con il gruppo per passare il sabato pomeriggio. Un estathe, una crepe, due risate tra gli amici, scambi di battute sulla tipa che piace, così avviene ogni sabato pomeriggio in centro.

Sono quasi le 18, approfittando del buio il balordo vestito di scuro, tatuato e con piercing al viso, avvicina i tre adolescenti e chiede loro dei soldi. Sono ragazzi come tanti, faccia pulita, ben vestiti, frequentano la scuola con profitto. Soprattutto sono tre amici con la voglia di passare qualche ora in giro, in un sabato libero da impegni di studio.

«Ho bisogno di soldi, ce li avete?», insiste con tono minaccioso. La risposta è pronta e secca da parte dei tre studenti. «Abbiamo solo pochi spiccioli e basta», rispondono, impauriti, ma lucidi.

L'uomo non demorde. Insiste. E obbliga i tre, sempre con le minacce, a tirar fuori i portafogli, ancora in tono intimidatorio.

«Sono appena uscito di galera, datemi i soldi sennò vi ammazzo», tuona. A quel punto l'uomo con un cappellino nero in testa intravede nel portamonete di uno degli studenti una banconota da venti euro.

«Dammeli», urla ancora. Sembrano i fotogrammi di un film thiriller, di quelli che decine di volte gli adolescenti hanno visto in tv. Invece no, sta succedendo proprio a loro di trovarsi faccia a faccia con un balordo che li sta minacciando di morte.

Detto, fatto: i ragazzini si spaventano e consegnano all'uomo il denaro. Una volta che l’uomo si allontana i tre amici si guardano negli occhi: non vogliono assolutamente tacere l’accaduto in famiglia. Ecco che ognuno di loro una volta a casa chiede aiuto ai proprio genitori, raccontando il fatto.

Sono le famiglie a chiamare subito la polizia. Il faccia a faccia tra gli agenti, i ragazzi e le famiglie è costruttivo.

Gli studenti tornano sui fatti, vanno nei dettagli di quell’incontro spiacevole, riportano le minacce subite, le frasi, i gesti. Senza paura. E soprattutto non mancano di sfornare dettagli sul trentenne.

Il racconto è denso di dettagli. I tre sono ancora agitati, ma il racconto è lucido e preciso. Non è la prima volta che quell'uomo viene visto girare in piazza Attias: a sottolinearlo sono proprio le vittime che lo avrebbero visto in giro anche altre volte. E’ grazie alla testimonianza dei ragazzi che si riesce a ricostruire una sorta di identikit del “ricercato”.

Gli agenti della polizia di Livorno ascoltano con attenzione: l’obiettivo adesso è riuscire a risalire al rapinatore.

Si tratta di una persona sui 30 anni, scuro di carnagione, con molti tatuaggi, alta circa un metro e settanta, molto magra, con cappellino scuro di lana in testa, stivali, giacca e pantaloni neri. Al sopracciglio destro ha un piercing.

«Lo stiamo cercando», dicono dalla polizia.

E sono proprio i genitori dei minorenni rapinati a sollecitare i propri figli a chiamare immediatamente le forze dell’ordine se dovessero avvistare di nuovo quell’uomo.

«I ragazzi hanno raccontato tutto con precisione e grazie a loro riusciremo a risalire al rapinatore - dicono dalla questura di Livorno - Erano tutti e tre evidentemente spaventati, è normale vista l’età, ma lucidi. Le famiglie si sono mostrate molto collaborative e per prime hanno invitato i ragazzi a allertarci direttamente nel caso dovessero rincontrare quell’individuo», chiudono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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