Gioco
Sei famiglie sfrattate occupano l’ex sede della circoscrizione 3
Sono entrate dal retro all’alba, rischiano una denuncia Il sindacato: «L’unica loro alternativa era la strada»
LIVORNO. Sei famiglie italiane e straniere con bambini, senza casa, hanno occupato all’alba di ieri i locali dell'ex Circoscrizione 3 di via Corsica, nella zona di San Jacopo. Si tratta dell’ennesima occupazione in città di un locale vuoto, molto spesso di proprietà pubblica. Per entrare nell’edificio pare che le famiglie abbiano forzato alcune finestre sull’esterno. Qualche momento di tensione c’è stato quando i vigili urbani sono intervenuti per verificare quanto successo. «È volata qualche spinta», raccontano dalla Municipale. Tanto che adesso alcune delle persone che hanno occupato rischiano una denuncia.
«Si tratta di famiglie - dicono dal sindacato Asia/Usb - che negli ultimi giorni hanno subito uno sfratto per morosità incolpevole. Il loro gesto rientra purtroppo in un contesto di grave disagio abitativo dovuto ai continui sfratti e pignoramenti. L’unica alternativa per loro sarebbe stata la strada». Un concetto ripreso anche da uno degli striscioni appesi a una delle finestre dell’edificio.
«La loro è una battaglia per vedere riconosciuto un diritto fondamentale come quella della casa. Non è possibile che cittadini e lavoratori che da sempre, finché hanno avuto la possibilità, hanno contribuito al benessere di tutti siano lasciati soli in momento di grave difficoltà. Per mercoledì è previsto l’ennesimo sfratto con forza pubblica ai danni di un’anziana con il 100% di invalidità», continuano dal sindacato inquilini.
«La nostra speranza è che questa occupazione - vanno avanti - sia temporanea». Poi una proposta alle istituzioni: «Chiediamo un reale blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi generale e generalizzato - e ancora - Inoltre facciamo appello affinché tutte le istituzioni a partire da quelle cittadine passando per quelle regionali e governative ( che hanno firmato un accordo di programma per l’area di crisi) si impegnino a trovare soluzioni concrete e durature. Non è possibile che i soldi stanziati con questi accordi siano utilizzati solo per progetti a lungo termine di cui ancora nulla si sa in concreto ( un esempio la Darsena Europa) o peggio ancora per integrare proposte economiche di aziende che in maniera strumentale dichiarano crisi inesistenti. E’ necessario invece mettere in piedi politiche concrete per sostenere tutti i lavoratori attualmente in difficoltà". Il sindacato chiude annunciando un picchetto alle 8.30 di mercoledì in via Costella 15 per evitare lo sfratto con la forza pubblica di un’anziana con 100% di invalidità.
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