Il Tirreno

Livorno

Scoperto falso dentista, indagate anche la titolare dello studio e la segretaria

di Federico Lazzotti
Lo studio del falso dentista sequestrato
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Lo studio del falso dentista sequestrato

Livorno, già condannato due volte per l’esercizio abusivo della professione, è indagato anche per evasione fiscale per oltre 200mila euro

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LIVORNO. La prima volta che i finanzieri sono entrati nello studio medico di via Garibaldi per un controllo fiscale di routine - era il giugno scorso - lo hanno trovato con indosso il camice verde e la mascherina calata sul viso. Che ci fa un odontotecnico che dovrebbe occuparsi della costruzione di protesi vestito come un dentista, si sono chiesti i militari. Alla domanda hanno risposto nei mesi successivi - l’indagine è aperta da cinque mesi - diversi pazienti che hanno raccontato come Fulvio Cusieri, 66 anni, si spacciasse realmente per un dentista ed eseguisse normalmente estrazioni, otturazione e protesi.

A questo punto è bastato fare alcune ricerche ed ecco che gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Fiorenza Marrara hanno scoperto come il falso dentista non fosse nuovo a certi trucchi del mestiere. E soprattutto che le due condanne definitive per l’esercizio abusivo della professione subite negli anni Novanta non lo avessero fermato. Anzi. Nei due decenni successivi, ha affinato le tecniche per aggirare la legge e le regole deontologiche che regolano la professione, tanto che la sua attività illecita era rimasta (apparentemente) regolare fino ad oggi. Ad esempio gli investigatori hanno scoperto che lo studio nel quale lavorava era intestato davvero a una dentista e il sessantaseienne, forse per tutelarsi da eventuali controlli, avesse fissato il suo indirizzo professionale ad un altro indirizzo, diverso da quello di via Garibaldi.

Ma quando i finanzieri sono andati a controllare hanno potuto verificare che si trattava di un box con dentro masserizie e altri beni mobili, non proprio pertinenti alla professione di odontotecnico. Con questi riscontri: testimonianze dei clienti, precedenti e verifiche fiscali, venerdì mattina i militari del nucleo tributario hanno suonato al campanello dello studio mostrando il decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per indagini preliminari Antonio Del Forno.

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La finanza ha così sequestrano lo studio medico (6 vani per circa 80 metri quadrati di superficie) e attrezzature mediche per un valore di circa 24 mila euro) riconducibili al finto dentista. Nei guai è finita anche la vera dentista denunciata, in concorso, avendo consentito all’odontotecnico di utilizzare la propria strumentazione medica ed assistendo, in alcune occasioni, alle visite dei pazienti, completando anche alcune prestazioni mediche iniziate dall’odontotecnico, ovvero beneficiando della clientela acquisita, per successive prestazioni gestiste in proprio, tra cui la pulizia dei denti.

In questo contesto di dubbio accordo professionale, è stata segnalata alla Procura anche una terza persona, con mansioni di segretaria di entrambi i “professionisti”, per il reato di favoreggiamento personale, avendo tentato di eludere le indagini nei confronti dei due indagati, «rendendo - spiegano dalla Finanza - dichiarazioni reticenti e contraddittorie». Al termine dell’indagine di polizia giudiziaria, è stata conclusa anche la verifica fiscale nei confronti di Cusieri, accertando nei confronti del falso dentista - che dichiarava ufficialmente un reddito da lavoro autonomo di circa 15 mila euro annui - un’evasione fiscale di circa 210 mila euro, connessa a compensi non dichiarati dal 2010 in avanti. Adesso della Procura le indagini proseguono. Toccherà all’indagato cercare di dimostrare la propria estraneità alle contestazione che ovviamente, nel caso di un eventuale rinvio a giudizio dovranno essere dimostrate davanti a un giudice durante il dibattimento.

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