Il Tirreno

Livorno

Authority, bando nel freezer Slitta la gara per i bacini

La struttura è sotto sequestro da quando in agosto un operaio è morto sul lavoro C’è da capire chi riparerà lo squarcio (e come i costi peseranno sulle offerte)

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LIVORNO. Non arriverà per fine anno l'aggiudicazione dei bacini: l'iter porterà via qualche mese in più. Neanche all'Authority si fanno molte illusioni: del resto, era difficile farsene dopo che a fine agosto per un incredibile concatenarsi di guai la nave Urania del Cnr era finita giù dagli appoggi e si era schiantata all'interno del bacino galleggiante. Bilancio: la tragica morte di un lavoratore rimasto schiacciato e, di riflesso, il blocco della procedura di affidamento in virtù del sequestro disposto dal magistrato.

E' da aggiungere che la struttura del bacino è rimasta danneggiata, e ovviamente c'è da capire chi la aggiusta e chi paga i danni: a maggior ragione, visto che si tratta di un bene da passare in gestione.

Ma questo significa che, come prima cosa, tutto passa dai tempi del dissequestro: nella sede dell'istituzione portuale sperano di riavere la disponibilità del bacino entro fine anno, però non si sa quanto realistico possa essere quest’auspicio. C'è da mettere a punto un piano per ripararlo: individuare nel dettaglio quel che c'è da fare. Con tre possibilità, una volta dissequestrato il bene: 1) potrebbe essere l'Authority a occuparsi di rimettere in sesto il bacino tramite una propria ditta appaltatrice; 2) il compito potrebbe assumerselo Azimut Benetti, la società al quale sono provvisoriamente passati i bacini nel momento in cui ha rilevato il cantiere; 3) la riparazione potrebbe farla l'operatore che si aggiudica la concessione.

E' chiaro, comunque, che non trattandosi di un rattoppo di spesa limitata, prima di metter mano a acciaio e saldatori c'è da indicare nero su bianco chi fa cosa e con quali costi. Anche perché siamo nel bel mezzo dell'iter del bando: all'inizio di aprile è stato pubblicato sulla Gazzetta Comunitaria il testo con cui si è aperta la gara per «l'assentimento in concessione demaniale marittima del compendio dei Bacini di Carenaggio del Porto di Livorno», dice l'avviso di Palazzo Rosciano. In ballo – vi si legge – «gli specchi acquei e le aree a terra del porto di Livorno, ricompresi tra la banchina 76 e la banchina 78, comprendendo anche le due gru da allestimento navale, attualmente fuori servizio, insistenti sulle aree predette».

A fine giugno è scaduto il tempo per farsi avanti. Poi l'Authority ha verificato i requisiti in vista dell'invito alle società selezionate perché presentassero ciascuna la propria offerta economica.

Ma è proprio a questo punto che si è verificato l'incidente costato la vita al giovane operaio. A ciò si aggiunga che è stato chiamato all'Authority di Ancona a fare il segretario generale Matteo Paroli, cioè il dirigente che per l'istituzione portuale livornese aveva fino a quel momento seguito il dossier (e che continua a farlo per quanto possibile, in virtù di un accordo fra l'Authority marchigiana e quella labronica).

Impossibile, dunque, che a questo punto si riesca a tenere il passo con la tabella di marcia che a fine giugno, al termine del primo round, l’Authority aveva immaginato di potersi dare (la procedura dovrebbe concludersi con l'aggiudicazione «probabilmente verso fine anno»).

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di Redazione web