Gioco
Niente cambio lira-euro alla filiale della Banca d'Italia
La sentenza della Corte Costituzionale riapre i termini per la conversione delle vecchie lire in euro, la Banca d'Italia dice che bisogna attendere disposizioni dal ministero e dice no a chi vuol cambiarle. Il caso della donna di Montenero che fra le cose della madre defunta ha ritrovato più di due milioni di vecchie lire. Si stima che nella sola provincia di Livorno si tratti di una montagna di soldi: circa 10 milioni di euro
LIVORNO. Oltre al danno la beffa. È la storia di un gruppo di livornesi uniti da un malaugurato destino incastonato in banconote colorate. Al contrario di chi si è “innamorato” dell’amarcord di quelle care vecchie lire di una volta e ha mantenuto qualche pezzo da mille lire o da cinquanta ben guardandosi dal cambiarli, c'è chi invece si è trovato ad essere un collezionista per caso. È il caso di una donna di Montenero che, sistemando le cose della madre defunta, si è trovata per le mani un bel gruzzolo di soldi pari ad due milioni e quattrocento mila lire.
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La curiosità di un caso singolo? Nient’affatto: nella nostra provincia è realistico stimare che si stia parlando di una cifra i cinque e i dieci milioni di euro, se è vero che la stessa Banca d’Italia ha detto che lo stop anticipato alla conversione di lire in euro ha fruttato alle casse dello Stato 1,2 miliardi su scala nazionale (senza contare che altre stime parlano di un ammontare poco meno che doppio).
Così di mattina in mattina, circa un centinaio di cittadini si presentano agli sportelli della Banca d'Italia, in Piazza del Municipio, con le proprie banconote in lire per farsele cambiare. A muoverli è la sentenza della Corte Costituzionale, che ha stabilito l’illegittimità dello stop anticipato deciso dal governo Monti che aveva accorciato di tre mesi i dieci anni inizialmente dati ai cittadini per cambiare le lire in euro, dopodiché le vecchie banconote non sarebbero state più valide. Ecco, quell’anticipo di tre mesi era ingiusto.
Un caso che non accumuna solo la trentina di livornesi capitanati da Baldeschi, ma contemporaneamente, tutti i giorni, alla Banca D’Italia è un andirivieni di persone. Chi ha cambiare un milione di vecchie lirette, chi quattrocento mila lire e chi pochi bruscolini. Ma perché hanno mantenuto quelle banconote? Nella speranza che un domani fosse data loro una seconda possibilità di conversione? «Siamo nella maggior parte persone in età matura: tanti, compreso me, non hanno convertito intenzionalmente tutti i propri averi, perché si pensava che in un futuro, a livello collezionistico, queste nostre lire destinate a sparire dalla circolazione potessero acquistare valore. Invece, dalla montagna di vecchie lire che ci sono a giro, nel collezionismo la lira è cartastraccia. Allora mi conviene convertirle, ne convieni?».
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Inutile dire che fra i presenti c’è malcontento: «L’hai sentito cosa mi hanno detto? “Aveva tempo fino al 2012 e si è ritrovata ora?”. Ma se Monti ha fatto casino che colpa ne ho io?». O ancora: «Cosa aspettano a farci il cambio? Forse vogliono trovare il trucco per non darci nulla».
Racconta Alessandro Baldeschi, che veste un po’ i panni del portavoce: «La Corte Costituzionale ha detto che il governo si è comportato in modo incostituzionale con questo stop anticipato. Ne hanno parlato i giornali, ne hanno discusso le associazioni consumatori: la Banca d'Italia di pagare, ma noi è tre settimane che veniamo qua e nessuno paga, ed a voce dagli impiegati allo sportello ci viene detto che non ci sono disposizioni e veniamo mandati a casa». Baldeschi fa riferimento al caso di Salerno: «La Banca d'Italia perse la causa e dovette pagare. Ma qui perché non paga?».
Alla fine, in questo gruppo si è consolidata un’amicizia: «Fuori dalla banca, ci diamo appuntamento per tornare la settimana dopo». La settimana successiva all’appuntamento si sono presentate ben trenta persone coi soldi alla mano. «E come in un déjà-vu, la stessa solfa: si limitano a dirci che “non ci sono disposizioni”». Baldeschi non molla: «Sono un pensionato, gli altri no. A me – afferma – non costa nulla venire a sentire se ci sono novità così ho lasciato a tutti il mio numero e qualora ci fossero state novità, sarebbe partita la catena».
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