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Livorno

L’azienda promette: «La Tari non aumenterà»

L’azienda promette: «La Tari non aumenterà»

Iacomelli annuncia un taglio del costo del servizio con un piano di riorganizzazione «Non mettiamo le mani nelle tasche dei livornesi, dobbiamo fare la nostra parte»

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LIVORNO. Nelle ore in cui si discute la ricapitalizzazione di Aamps, ovvero l’iniezione di liquidità necessaria per andare avanti, i vertici della società che gestisce i rifiuti decidono di dare un segnale e promettono che nelle 2016 la Tari non sarà aumentata. Sempre, ovviamente, che sia garantita la continuità aziendale.

Il presidente Aldo Iacomelli lo ha annunciato ieri ai consiglieri comunali riuniti fuori dalla porta dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2014. E si legge nello stesso verbale dell’assemblea: «Aamps, per atto di responsabilità, presenterà un Piano tecnico finanziario che congela il costo (del servizio, ndr) a quello di quest’anno».

«Abbiamo predisposto un Ptf uguale a quello dello scorso anno – conferma Iacomelli al Tirreno – con grande fatica abbiamo previsto un taglio al costo del servizio per quasi 1,5 milioni». Cosa significa in concreto? Il Ptf di Aamps approvato lo scorso anno prevedeva un aumento del costo complessivo del servizio sia per il 2016 che per il 2017: sarebbe passato da circa 35 milioni e 700-800mila euro nel 2015 a 37 milioni nel 2016 e 37 milioni e 300mila euro nel 2017. Ma questo aumento del costo del servizio di gestione dei rifiuti sarà congelato e sulla tariffa saranno caricati, così come già avvenuto quest’anno, “solo” i crediti Tia non pagati dai livornesi tra il 2006 e il 2012 e dichiarati inesigibili.

Tradotto: «Non ci sarà un ulteriore aumento della tariffa – assicura Iacomelli – mentre aumenteranno i servizi». Il Comune vorrebbe, in particolare, un’estensione del porta a porta.

«L’ultima parola sulla ricapitalizzazione di Aamps – evidenzia il presidente Iacomelli – spetta al consiglio comunale. Noi intanto vogliamo dare un segnale: non mettiamo le mani nelle tasche dei livornesi e lavoriamo a un nuovo Piano tecnico finanziario, consci del fatto che dobbiamo fare tutti dei sacrifici, l’azienda per prima, con un piano di efficientamento costruito con i lavoratori, e non contro i lavoratori, dai quali mi aspetto collaborazione e disponibilità». «I lavoratori sono consapevoli, con grande senso di responsabilità – la butta lì – di essere parte di questo progetto di risanamento...».

Ma come si può arrivare davvero a un abbassamento del costo del servizio? L’azienda dovrebbe presentare ufficialmente a dicembre un piano di riorganizzazione dei servizi. Mentre resta sul piatto la richiesta di Aamps di stabilizzare i contratti precari: anche nel verbale dell’assemblea di ieri si parla di un «risparmio di circa 320.000 euro all’anno per tre anni con il Jobs Act» se la decisione sarà presa entro il 31 dicembre. Ma c’è anche un altro nodo: nel frattempo la contrattazione di secondo livello è stata disdetta («l’auspicio è di trarre risparmi», si legge nel verbale) e l’azienda ha intavolato le trattative con i rappresentanti dei lavoratori per arrivare a un nuovo accordo. I sindacati ieri si sono seduti al tavolo delle trattative «responsabilmente» – come sottolineato sia dal presidente che da Giovanni Golino (Cgil) – nonostante lo sciopero già proclamato per oggi e confermato. «Perché l’approvazione del bilancio – ripete Golino – non basta: quello che conta ora è assicurare continuità all’azienda con la ricapitalizzazione attesa con l’assemblea del primo dicembre. Al momento le risorse – lancia l’sos con una nota – non sono sufficienti neanche per erogare gli stipendi di dicembre».

(j.g.)

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