Gioco
Assalto in Prefettura ventuno condanne, tre anni a Ceraolo
Pena complessiva a 33 anni di reclusione e una assoluzione, previsto anche un risarcimento danni di oltre 20mila euro
LVIORNO. Ventuno condanne, da un massimo di tre anni a un minimo di sei mesi, e una assoluzione, quella di Simone Palla, per un totale di 32 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a 20.500 euro di risarcimento danni nei confronti degli agenti feriti che si erano costituiti parte civile.
Sono questi i numeri della sentenza di primo grado del processo per il cosiddetto “Assalto alla Prefettura”, il procedimento penale che in un anno e mezzo di udienze ha ricostruito - chiaramente secondo i giudici, non per le difese che annunciano ricorso in Appello - responsabilità e dinamiche dei tre giorni di provocazioni, scontri e violenze tra manifestanti, per lo più appartenenti alla sinistra antagonista, e forze dell’ordine, andati in scena tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2012.
Un crescendo di tensione iniziati al comizio di Pierluigi Bersani al Terminal crociere quando ad alcuni manifestanti non fu permesso di entrare e culminati domenica 2 dicembre davanti al Palazzo del Governo con il lancio di oggetti e fumogeni e il ferimento di quindici agenti al termine di un corteo non autorizzato.
La risposta della città - è stata la tesi difensiva anche durante il processo - alle violenze subite il giorno precedente in piazza Cavour da parte della polizia (è in corso un processo nel quale è imputato per lesioni un agente ndr). Ieri mattina in un centinaio, tra cui molti degli imputati, hanno assistito all’ultimo atto del processo: le repliche del pubblico ministero e la lettura del dispositivo arrivata pochi minuti delle 11,30.
La condanna più pesante, si tratta di sentenze non definitive e dunque non esecutive, è nei confronti di Giovanni Ceraolo, 33 anni, oggi rappresentante sindacale Asia, ma da sempre figura impegnata nel sociale e membro del Comitato dell’Ex Caserma Occupata. L’allora trentenne, la sera del 2 dicembre, guidava il corteo che da piazza Cavour arrivò fino alla Prefettura, passando da Comune e Questura.
Ceraolo è stato condannato a tre anni di reclusione per tutti i reati che gli venivano contestati dalla Procura così come gli altri 20 imputati: violenze, minaccie, lesioni, resistenza aggravata e radunanza sediziosa. Ma il trentatreenne è stato riconousciuto responsabile anche del ferimento con l’asta di una bandiera dell’ispettore Gianfranco Battisti durante il parapiglia all’interno del porto.
Una ricostruzione sempre negata dall’avvocato di Ceraolo che nella sua arringa ha sostenuto che le prove nei confronti del proprio cliente «gli siano state cucite addosso come un bel vestitino».
Ma oltre alla condanna il collegio presieduto dal giudice Angelo Perrone ha disposto per il solo Ceraolo l’interdizioni dai pubblici uffici per 5 anni. Una decisione che in molti, tra i sostenitori del movimento di base, hanno interpretato come «una punizione politica».
Oltre a Ceraolo i giudici hanno condannato Diego Sarri, 33 anni, a 2 anni e 8 mesi; Luca Fantelli, 22, a 2 anni e 7 mesi; Thomas Canessa, 36, a 2 anni e 4 mesi; Giovanni Neri, 26, e Daniele Lanari, 21, a 2 anni e 3 mesi; William Benedetti, 46, Federico Del Chicca, 42, Mirco Manguso, 24, e Jacopo Simonetti, 23, a 2 anni e 2 mesi; Maurizio Verde, 27, a un anno e 11 mesi; Igor De Maria, 37, a un anno e 10 mesi; Lorenzo Pappalardo, 22, a 9 mesi; Andrea Assante, 33, a 8 mesi; Benedetta Ceccanti, 23, Elena Faroldi, 22, e Antonio Lucignano, 25, a 7 mesi; infine Antonio Atteritano, 41, Luigi Bardi, 42, Enrico Sirigatti, 27, Massimo Orsini , 31, a 6 mesi.
@fedelazzotti
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