Il Tirreno

Livorno

Sparava a pochi metri dalla sua abitazione, lui protesta e il cacciatore gli punta l'arma contro

di Alessandro Farulli
Sparava a pochi metri dalla sua abitazione, lui protesta e il cacciatore gli punta l'arma contro

La denuncia alla polizia di un residente di Monterotondo: cacciava a pochi metri da casa mia, sono ancora sotto choc

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LIVORNO. Si è visto puntare un fucile da caccia contro per aver chiesto di non sparare a due passi dalla propria casa. E’ accaduto sulle colline dietro Monterotondo e oltre alla paura, al livornese protagonista di questa disavventura che poteva anche trasformarsi in tragedia, è subentrato lo sconforto.

«C'è qualcosa che mi sfugge - racconta al Tirreno l'uomo ancora molto scosso dall'episodio avvenuto l’altra mattina intorno alle 11.30 - ho visto la morte in faccia solo perché ho chiesto a un cacciatore di non sparare tra le case. Mi domando come certe persone possano avere il porto d'armi. Non voglio generalizzare, voglio solo dire che c'è un cacciatore che si è comportato così con me e che c'è quindi da stare molto attenti».

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Andiamo con ordine. L'uomo, di cui non diamo le generalità («Temo per la mia incolumità», dice dopo essere stato in questura a denunciare il fatto alla polizia), vive nelle colline livornesi. L’altra mattina, come ha raccontato nella denuncia presentata alla polizia, si trovava a casa e ha sentito abbaiare vivacemente i suoi cani dal giardino. Affacciandosi per vedere che cosa stesse accadendo, ha visto passare a piedi un cacciatore con fucile in spalla e due setter davanti a lui. A quel punto è sceso per richiamare i suoi cani che nel frattempo si erano ancor più agitati visto che il cacciatore stava urlando ai propri animali. Probabilmente stava urlando qualche frase relativa a un qualche animale, visto che proprio in quel momento, a due passi dall'abitazione dell'uomo, il cacciatore ha sparato.

Impaurito e arrabbiato, il residente ha chiesto al cacciatore che cosa stesse facendo, se gli sembrava il caso di sparare così vicino alle case.

Ma invece di scusarsi, o dare delle spiegazioni, il cacciatore si è rigirato in malo modo. «Mi ha detto che da vent'anni bazzica la zona e che avrebbe sparato a chi voleva - racconta l’uomo -. A quel punto mi ha detto: “Se non ti levi sparo anche a te" puntandomi l’arma contro. Poi ha abbassato il fucile ma ha continuato a minacciarmi».

Il livornese con le mani tremanti è scappato da un vicino di casa e da lì ha chiamato la polizia. «Sono affranto e incredulo - racconta ancora al Tirreno - non ho mai avuto così paura in vita mia. Non so nemmeno se lui si è reso conto della gravità della cosa e allora non so neanche se tornerà, oppure, e lo spero con tutto il cuore, non si farà mai più vedere. Non c'è più il senso ella misura, temo che in questa società anche da questi episodi minori, rispetto a quanto sta succendeno nel mondo, si possa capire che si è un po' arrivati al capolinea. Vi rendete conto: uno è a casa sua, sente sparare a pochi passi dal salotto, esce, chiede spiegazioni e vede puntarsi la canna di un fucile in faccia...».

 

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