Gioco
Ieri e oggi: la foto della Darsena Vecchia in regalo
Attualità-amarcord: la seconda coppia di immagini raccontano dell'origine del porto
LIVORNO. Tutto è cominciato qui, quando Livorno era appena più di un grumo di case raccolte attorno alla Fortezza Vecchia: un villaggetto di pescatori che stava alzando la cresta perché la fine della potenza della repubblica marinara di Pisa e l'ascesa dei Medici con l'epopea di Lorenzo Il Magnifico sembrava spalancare l'uscio della storia su un futuro pieno di promesse.
Nella coppia di foto proposte dalla ricerca storica di Mario Bellagotti e Vito Lo Piccolo per l'iniziativa del Tirreno in tandem con l'Authority lo sguardo si fissa su questo specchio d'acqua dove s'affaccia la storia: e non solo per la silhouette dell'antico fortilizio mediceo con la sagoma rotonda del Mastio di Matilde.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12455656:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/16/news/da-oggi-le-foto-in-regalo-con-il-tirreno-porto-story-fra-attualita-e-amarcord-1.12455656]]
E' da qui che sono partiti in cerca di ventura grandi navigatori toscani come Amerigo Vespucci e Giovanni Da Verrazzano, che a cavallo fra fine Quattrocento e inizio Cinquecento sono andati alla scoperta dell'altra faccia del mappamondo. Lo raccontano le guide turistiche, inclusa quella verde che porta la firma del Touring; lo ripetono cultori delle patrie memorie come l'associazione La Livornina.
Attenti, però, che qui non si vede né la Fortezza Vecchia né l'impronta di questo trapassato remoto. Lo chiamavano anche il porto del Pamiglione: la Darsena chiusa a nord dalle mura della Fortezza Vecchia porta la firma del granduca Ferdinando (che ora la domina dall'alto della statua marmorea con i Quattro Mori incantenati ai suoi piedi) mentre sarà Cosimo II il "padre" dell'espansione a mare che farà metter radici a quel che adesso vediamo come il Porto Mediceo.
Ma non c'è bisogno di tornare così indietro nel tempo: a una storia talmente lontana che quasi neanche sembra appartenerci. Invece i navicelli no, li hanno visti i nostri nonni ma anche quanti di noi hanno i capelli bianchi: eccoli all’inizio del secolo scorso fare la fila per ottenere l’ok dell’Ufficio di sanità marittima, appena varcato l’ingresso dove ora c’è il ponte della Capitaneria, fra la Fortezza vecchia e la sede della Guardia Costiera.
È una immagine che ritroveremo nel corso della pubblicazione di queste nostre accoppiate di foto (in edicola tutti i giornali dal lunedì al venerdì gratis in edicola con Il Tirreno): alcune di essere, lo potete vedere soprattutto nella parte superiore dell’inquadratura, sono coperte da una sorta di “tendone”.
Non erano soltanto lo strumento operativo con cui le merci sbarcate in porto venivano poi smistate all’interno della città attraverso le “arterie” rappresentate dai fossi medicei: dalle banchine del porto fino ai fondachi dei mercanti, i magazzini a filo d’acqua dei grandi palazzi delle famiglie di mercanti nel cuore della Venezia. Detto per inciso, vale la pena di guardare “dentro” i navicelli per capire com’era impacchettata la merce che viaggiava cent’anni fa o poco più. Tanto per non perdere il raffronto con l’oggi, in cui i prodotti sono “inscatolati” nei container. In effetti, però, non erano solo qualcosa di simile a mini-feeder, erano anche qualcos’altro: non di rado diventavano pure la “casa” dei navicellai, e magari dei loro familiari.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12461029:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/17/news/il-porto-ieri-e-oggi-ecco-l-elenco-delle-immagini-1.12461029]]
Adesso è cambiata la modalità di utilizzo del Porto Mediceo: di merci, all’interno della parte ultrasecolare dello scalo, non ce n’è più neanche l’ombra, eccezion fatta per i pescherecci. La riprova è nella foto recente che descrive l’assetto attuale: lo specchio acqueo è meno affollato e sulla banchina lato ovest si vedono i mezzi della Guardia Costiera. Quel che di sicuro non ci sono più sono figure come quella che nell’immagine amarcord si nota nella parte bassa: ecco un uomo in divisa, solo a bordo, che rema in piedi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
