Gioco
Beffati dalla burocrazia 36 ambulanti del mercato ex via Serristori
Traslocati (per lavori) in via Buontalenti, devono fare i conti con la rimozione forzata. Sono in attesa di una risposta dell’amministrazione ma anche i residenti si lamentano
LIVORNO. Trentasei ambulanti, tutti i giorni, si trovano a fare i conti con un caso creato dalla “cattiva” burocrazia. Sono gli ambulanti di via Serristori che, il primo settembre scorso, hanno dovuto traslocare in via Buontalenti a causa dei lavori in corso alla ex Deutsche Bank. Il fatto è che i loro furgoni lì non ci potrebbero stare, visto che è in vigore un’ordinanza di divieto di sosta con rimozione forzata estesa a tutti i veicoli. E l’incubo multa incombe quotidianamente. Ma non basta, perchè c’è un altro controsenso: i mezzi con cui lavorano - ammessi peraltro dal piano del commercio - misurano sette metri di lunghezza mentre la normativa sui “banchi” prevede un’occupazione del suolo pubblico inferiore (pari a 5 metri per due).
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Per noi lavorare è un incubo. «Lavorare per noi è diventato un incubo: il furgone è il nostro negozio, abbiamo bisogno che gli uffici dialoghino tra loro per risolvere questi controsensi amministrativi. In questa situazione ogni giorno siamo a rischio multe, anche se dobbiamo ringraziare i vigili per la comprensione: fino ad ora non ci hanno mai sanzionato», si sfoga Cinzia Puccini.
E’ una dei 36 ambulanti che si girano, a turni di sei, su quella via circondata da venditori abusivi e situazioni irregolari che attendono una risoluzione. E proprio su queste incongruenze amministrative che poggiano gli esposti dei residenti, che, dalla loro quei banchi sotto casa proprio non li vogliono, perché occupano posti auto e in quella zona per loro parcheggiare è un odissea. «Davanti a noi ci sono ambulanti con posti scaduti dal 2008, dovevano essere banchi etnici, oggi c’è di tutto: eppure siamo noi nell’occhio del ciclone», continuano.
Chiediamo un adeguamento. Si sentono una piccola tribù di invisibili i 36 ambulanti. «C'è un accanimento nei nostri confronti: ognuno deve poter svolgere il proprio lavoro nel rispetto delle regole», continua Catia Mellini, al timone di un banco di scarpe e borse dal 1984. Una decina di giorni fa il presidente regionale Anva, Andrea Briguglio ha scritto all’amministrazione. «Chiedo un adeguamento del regolamento per l’uso del suolo pubblico, pagando, con le misure reali dei furgoni oppure che nell’ordinanza di divieto di sosta sia fatta un’eccezione per i mezzi dei mercatali: ci avviciniamo al Natale, chiediamo di lavorare nel rispetto di tutti. Ringrazio l'amministrazione per l'impegno che sta dimostrando per risolvere la situazione».
I vigili prendono le misure. A cercare di dare un giusto inquadramento alla questione è Michela Pedini, ispettore della polizia municipale. Insieme ad altre colleghe prende misure e stila un rapporto della situazione. Destinatari uffici tecnici e amministrazione. Le ipotesi per normalizzare la situazione sono due: o si interpretano anche i furgoni come superficie di vendita e si estendono i metri quadri di occupazione del suolo pubblico autorizzati, o si inserisce una eccezione "furgoni banchi di via Serristori" prima nella delibera di giunta e poi nell'ordinanza di divieto in quel tratto. Dal canto loro i residenti aspettano la lettera unica per poter parcheggiare le auto nelle zone C e D, come accadeva in passato, in modo che chi abita via Buontalenti possa sostare sugli Scali Saffi.
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