Il Tirreno

Livorno

Sulle macchine dei carabinieri arriva il defibrillatore

Sulle macchine dei carabinieri arriva il defibrillatore

Livorno, consegnato dall’associazione “Amici del Cuore” al comandante provinciale dell’Arma: vogliamo arrestare l’arresto cardiaco

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LIVORNO. «Vorremmo arrestare l’arresto cardiaco». È nel gioco di parole di Giorgio Pancrazi, presidente dell’associazione “Amici Del Cuore”, il senso del progetto di prevenzione che inizierà a breve e che prevede la presenza di un defiblillatore a bordo delle auto dei carabinieri, in particolare quelle che fanno del nucleo operativo e radiomobile, le prime, molto spesso, ad arrivare nei luoghi dove sono in corso situazione drammatiche.

Ecco perché l’associazione ha voluto consegnare meroledì 12 novembre proprio al comando provinciale dei carabinieri un defibrillatore e organizzare per tutti i militari che fanno parte del reparto i corsi per utilizzare questo straordinario salvavita. «Il vero problema - spiega il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Riccardi - è che spesso quando ti trovi di fronte a situazione drammatiche, se non sei preparato, puoi restare smarrito. Ecco perché la formazione diventa fondamentale».

Non a caso, proprio l’associazione negli ultimi mesi ha organizzato corsi soprattutto nelle scuole «Oltre mille studenti - spiega Pancrazi - sono stati formati. Ora abbiamo scelto di donare questo apparecchio al 112 perché i carabinieri sono un cardine della copertura di incidenti e criticità. In attesa che la legge 120 (il numero unico di emergenza) venga approvata, dotare i carabinieri del defibrillatore potrebbe essere valido aiuto perché in caso di arresto cardiaco i minuti sono fondamentali. Per il momento - va avanti - tutti hanno dimostrato grande voglia di mettersi in gioco».

Per capire quanto in certi casi il tempismo sia determinante bastano le parole della dottoressa Maria Teresa Savoia: «Il tempo che abbiamo è pochissimo, quattro cinque sei minuti per limitare le conseguenze. Ci sono persone che hanno paura di usare il defibrillatore, bene, non usarlo è peggio». Il sogno di Francesco Genovesi, ex primario del 118, va ancora più avanti: «Mappare i defibrillatori presenti in città nel momento in cui una persona ha un arresto cardiaco dal 118 inviare un sms a tutti quelli che hanno fatto il corso dando indicazioni sul luogo e il defibrillatore più vicino».

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di Redazione web