Il Tirreno

Livorno

Schianto mortale contro un albero

di Pietro Barghigiani
Schianto mortale contro un albero

La vittima aveva 47 anni. In moto stava raggiungendo moglie e figlia al circolo di Coltano, il trauma cranico l’ha ucciso sul colpo

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LIVORNO. La moglie e una figlia lo aspettavano al circolo Arci per cena. E in quell’attesa si è consumata la tragedia: Pasquale Mansueto, 47 anni, in sella alla sua moto si è schiantato contro un albero in via del Viadotto, una strada che taglia la campagna di Coltano. È morto sul colpo.

Sono stati alcuni passanti a vedere il corpo dell’uomo nel campo e la sua Kawasaki poco distante sulla carreggiata.

Erano circa le 21 di venerdì quando alla centrale operativa del 118 è arrivata la richiesta di soccorso. Ma il personale sanitario, giunto sul posto con la volante della polizia stradale, ha potuto solo svolgere una constatazione di morte per il 47enne. Fatale il trauma cranico provocato nell’impatto con l’albero.

L’incidente. Mansueto, dipendente della cooperativa agricola “Le Rene”, abitava con la moglie, Cinzia Lucifora, dipendente del Carrefour, e le due figlie di 13 e 17 anni in via delle Rene a Coltano.

Era un socio attivo del circolo Arci e venerdì sera con la consorte e una delle figlie avrebbe dovuto cenare proprio in quei locali a cui tanto teneva per la storia del circolo e le sue molteplici attività a servizio del paese. Moglie e figlia sono partite in anticipo per conto proprio. Lui le avrebbe dovute raggiungere in moto. È salito sulla sua Kawasaki e da via delle Rene è partito alla volta del circolo che si trova in via Palazzi. Quello che è accaduto sul rettilineo di via del Viadotto lo ha vissuto da solo Mansueto.

È possibile solo ricostruire una eventuale dinamica che, al momento, esclude, stando ai primi riscontri della polizia stradale, la presenza di fattori esterni. Dall’auto pirata a un animale che all’improvviso si è trasformato in un ostacolo nell’attraversare la strada. I segni sull’asfalto raccontano di un’uscita di strada che la frenata non è riuscita a evitare. Potrebbe esserci stato un tentativo di rientrare sulla carreggiata, ma una zanella sul ciglio della strada potrebbe averlo condotto, come fosse su un binario, contro la pianta.

I soccorsi. Sono stati alcuni attimi. Dall’andatura regolare a ritrovarsi quasi fuori strada per poi stamparsi su un albero. Un stop letale. Soprattutto per le lesioni provocate alla testa nello schianto. Inutile il casco di protezione. Il colpo ha avuto una violenza tale che il decesso, stando alla diagnosi del medico del 118, è stato istantaneo.

Non è servito l’intervento dell’équipe della Pubblica Assistenza di Pisa. Il corpo di Mansueto, dopo il nulla osta del magistrato di turno, Lydia Pagnini, è stato trasferito all’istituto di medicina legale in attesa di un esame esterno o dell’autopsia. L’unico aspetto da accertare è quello di un possibile malore come causa della perdita di controllo della moto. Sull’epilogo il destino ha scritto il suo capitolo finale.

Chi era. Pasquale Mansueto era una delle anime di Coltano. Non solo per il suo lavoro nella cooperativa agricola “Le Rene”.

Metteva sé stesso al servizio della comunità, molto legata nei suoi riti locali, e oltre a essere un volontario della Pro Loro era anche un sostenitore attivo del circolo Arci. Sportivo, andava in palestra e in bici.

«Proprio venerdì sera – ricorda Antonio Dell’Omodarme, ex consigliere del Pd della zona e amico di Pasquale - oltre ad andare a cena al circolo lo aspettavano anche per prendere le misure alla porta che i ladri ci avevano scardinato. Non solo era una persona generosa che si spendeva per gli altri e il suo paese, ma aveva anche delle mani prodigiose. E così si era fatto avanti per sistemare quello che i banditi avevano rotto per rubare nel circolo».

Ancora da fissare la data dei funerali che saranno celebrati dopo l’autorizzazione della Procura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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