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Riscaldamenti accesi e finestre aperte: lo spreco è in classe

di Francesca Suggi
Riscaldamenti accesi e finestre aperte: lo spreco è in classe

Dagli asili alle superiori, termosifoni in funzione a pieno regime. Mancano termostati e manopole per regolare la temperatura

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LIVORNO. Dentro, in classe, le scuole livornesi con termosifoni accesi e finestre aperte. Fuori, venti gradi, con non poche persone in costume che nelle ore più calde si fanno un bagno e si asciugano al sole. Un paradosso che si traduce in un grido allo spreco che parte dal professore di storia e filosofia al liceo Enriques, Lamberto Giannini: «Va bene dare l’avvio al riscaldamento nelle scuole all’inizio di novembre perché potrebbe anche capitare che sia un mese freddo, ma ogni istituto dovrebbe avere almeno un termostato per regolare i termosifoni in giornate calde come queste: è uno spreco assurdo e incomprensibile», tuona l’insegnante.

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Dagli asili agli istituti superiori, passando per scuole elementari e medie: la situazione non cambia. Al liceo scientifico è appena suonata la campanella, Giannini come i suoi alunni, hanno appena finito l’ennesima mattina in classe in maniche corte per chi si è organizzato, oppure soffrendo il caldo, tra lamentele e sbuffi. «Se le istituzioni non riescono a risolvere questioni così banali, come mettere un termostato, come si può sperare di riuscire a superare questioni veramente complesse?». E’ la Provincia, che ha competenza per le scuole superiori, ad aver dato l’avvio al riscaldamento. «Non possiamo chiedere ai ragazzi di comprendere la logica, se gli alti dirigenti della Provincia e la nostra classe politica sono incapaci di trovare una soluzione ad un problema così semplice - e chiude - Oltre al risparmio economico si tratta anche di un miglioramento della prevenzione alla salute».

Stessa scena anche al liceo Cecioni, i termosifoni in classe sono accesi, ma nessuno si lamenta. «Non sono al massimo», racconta un alunna di quarta. Oltre allo spreco, studenti, insegnanti e anche presidi ricordano quanto sia nocivo alla salute un eccesso di riscaldamento all'interno dei luoghi chiusi, per i bambini e le persone in genere. La musica non cambia alle scuole comunali. «In queste giornate di sole, con i termosifoni accesi a scuola fa caldo: è un peccato che non si possa regolare il riscaldamento», dice la sua Francesca Nacci, preside del circolo Collodi e reggente al comprensivo Bolognesi di Shangai Corea. All’istituto compresivo Micali e al IV circolo didattico La Rosa la musica non cambia, ma i radiatori accesi, quantomeno, non creano problemi come racconta la dirigente Manuela Mariani: «Il Comune ha cominciato ad accenderli seguendo un calendario, da noi non sono al massimo e non ci sono problemi».

 

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