Il Tirreno

Livorno

le proposte in prima commissione

Referendum abrogativo: come cambierà il quorum

LIVORNO. Riforma dello Statuto comunale e revisione del Collegio di garanzia: grossi passi avanti in prima Commissione dove arriva anche un’interessante proposta per rilanciare lo strumento del...

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LIVORNO. Riforma dello Statuto comunale e revisione del Collegio di garanzia: grossi passi avanti in prima Commissione dove arriva anche un’interessante proposta per rilanciare lo strumento del referendum. Dopo le polemiche dei mesi scorsi tra maggioranza e opposizione, è stata approvata all'unanimità la bozza del nuovo articolo 67, ovvero l'istituzione del Collegio di Garanzia - l'organismo di verifica referendaria, di conciliazione e di giustizia - al momento ancora vacante. Il documento è stato rivisto più volte - si partiva dalle proposte del vicesindaco e del consigliere Galigani da una parte e da quella di Marco Cannito, appoggiato da Pd, Fi e Buongiorno Livorno, dall'altra - e la stesura finale è il risultato del lavoro di Stella Sorgente e del consigliere di Città Diversa. Il nodo della presidenza del Collegio, che per la maggioranza avrebbe dovuto essere ricoperto dal segretario generale del Comune, è stato risolto così dopo il no dell'opposizione: il Presidente del Consiglio comunale convocherà la prima seduta del Consiglio con all'ordine del giorno l'elezione del presidente a maggioranza dei componenti. I componenti del Collegio, altra questione delicata, sono stati portati a 5 (erano 4), con voto limitato a due, scegliendo tra le candidature presentate alla Presidenza del Consiglio. Sulle modalità di scelta dei candidati, ci sarà da discutere in consiglio comunale, ma la bozza intanto è "salva" e ora potrà essere ufficialmente depositata - come ha spiegato il presidente della Commissione Ria (Pd) - e fatta valutare dai tecnici per poi tornare in commissione e solo allora essere portata in consiglio.

E veniamo alla proposta del M5S per rilanciare lo strumento del referendum. Per il M5S il referendum consultivo non deve avere alcun quorum. Mentre per il referendum abrogativo, serve «andare oltre - ha detto Sorgente - con qualcosa di rivoluzionario ma concreto». E l'idea è questa: maggiore è il numero di firme presentate, più basso è il quorum necessario di partecipanti per sancire la validità della consultazione. La proposta modulare/graduale, del tutto indicativa, è questa: 4500 firme con quorum 50% votanti alle ultime elezioni comunali; 6mila firme con quorum 30% votanti ultime elezioni comunale; 7mila500 firme con quorum 20% votanti ultime elezioni comunali; 10mila firme senza quorum (come a Parma).

Pur con la richiesta di discutere della questione dal punto di vista politico - democrazia rappresentativa vs democrazia diretta, come evidenziato da Ruggeri Pd - l'idea del quorum modulare non è dispiaciuto a nessuno. Alessandro Farulli

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